L’Italia è una Repubblica democratica di sana e robusta Costituzione.

Scritto da Francesco Miragliuolo Il . Inserito in Vac 'e Press

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Roberto Benigni la definì la più bella del mondo. De Gasperi disse che era la dimostrazione di un lavoro di veri statisti. Mattarella ogni giorno ci ricorda della sua infinita bellezza. Di chi sto parlando?

Ma proprio di lei, la nostra mitica ed inimitabile Costituzione. Promulgata dall’allora Capo dello Stato Enrico De Nicola il 27 Dicembre 1947, entrata in vigore il 1 Gennaio 1948. Proprio quest’anno la nostra amata “mamma” ha compito settant’anni. Quando si dice “settant’anni e non sentirli!”

Ma si sa per avere uno Stato di sana e robusta Costituzione, occorre avere un cervello funzionante, e il cervello dei nostri Costituenti era più che funzionante. Essi vollero una Costituzione duratura, capace di guardare al futuro senza dimenticarsi del presente, ma sopratutto che portasse con se le cicatrici del passato.

Fin dalla prima riunione, la Commissione dei 75, volle dare un’impronta chiara dello Stato che l’Itali sarebbe dovuto essere, risorgendo dalle macerie del nazifascismo: uno Stato di diritto, moderno, che garantisse le libertà e che sopratutto fosse fondato sul lavoro.

Fu proprio Aldo Moro, all’epoca solo un giovane giurista, a chiedere espressamente che il lavoro fosse inserito tra gli enunciati fondamentali. Infatti sia l’articolo 1 che 4, ci fanno comprendere di come il lavoro assuma una forma di partecipazione diretta alla gestione della cosa pubblica, senza rinnegare il diritto al lavoro come un mezzo di autorealizzazione del singolo.

Una visione progressista per l’epoca post-fascista, ma anche per i mammalucchi che oggi la calpestano!

La Costituzione Italiana nasce attraverso una prima forma di compromesso storico tra le forze Cristiano-liberali e quelle comuniste.

In quegli anni i modelli predominati erano essenzialmente due: quello Statunitense e quello Sovietico!

Da questi modelli nacque un connubio perfetto, capace di riunire tutti i diritti e tutti le libertà, collegando il tutto l’esercizio dei propri doveri, i quali oggi potrebbero essere una fonte di garanzia della Costituzione.

Proprio a proposito dei doveri, Stefano Rodotà ha più volte affermato che bisognerebbe riscoprire l’importanza dei doveri, sempre più dimenticati in favore di una visione egualitaristica e non più democraticamente egualitaria!

I padri costituenti, resero la nostra Costituzione un oggetto assorbente come una spugna, facendo in modo che questa risultasse mutevole si tempi, pur senza mutare mai del tutto.

La Costituzione è dunque un soggetto vivente, che prende vita attraverso chi la esercita, la rispetta e la fa propria, grazie proprio all’esercizio dei doveri e al riconoscimento dei diritti!

Numerosi furono i giuristi, politici e professoroni della società italiana degli anni ‘40 a partecipare alla stesura del testo, pensiamo solo ad Alcide De Gasperi, Nilde Iotti, Tina Anselmi, Piero Calamandrei, Benedetto Croce, Palmiro Togliatti, Giovanni Leone, Sandro Pertini, Pietro Nenni, il già citato Aldo Moro, Giulio Andreotti, Costantino Mortati, Giuseppe Saragat, Luigi Einaudi e tanti altri ancora. Persone con “‘a cape quadrata” come si direbbe a Napoli, capaci di dare vita ad un documento non programmatico, ma vivo!

In un suo famoso discorso, Piero Calamandrei, disse: “Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta [...] Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione.“

Essa è il testamento di tutti coloro che hanno combattuto e che sono morti per un mondo migliore!

Dalle parole di Calamandrei possiamo capire che bisogna fermare ogni deriva che mira alla distruzione di quanto enunciato nella Carta Costituzionale, perché così possiamo tenere fede a quel sacrificio che i partigiani hanno compiuto per la nostra libertà!

Bisogna, sopratutto, armonizzare le varie componenti dello Stato, ma intanto che la Costituzione vive e che continua a crescere, possiamo stare sicuri che qualsiasi medico ci firmerà un bel certificato di sana e robusta Costituzione!

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