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Renzi: Uno per tutti, tutti contro di lui!

Scritto da Francesco Miragliuolo Il . Inserito in Il Palazzo

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Mentre il governo giallo-verde si spacca a colpi di emendamenti e di fiducie sui decreti, il Partito Democratico non è da meno: continua a litigare per capire chi sarà il prossimo segretario; tra tutti una sola persona è rimasta isolata, quasi come se avesse la scabbia: Matteo Renzi.

L’ex sindaco di Firenze attende la risposta di Marco Minniti, l’ex inquilino del Viminale non ha ancora sciolto la riserva riguardo la sua candidatura.

Intanto Renzi prende atto che i suoi fedelissimi continuano a sostenerlo “tutti i partiti hanno un legittimo proprietario”, esclama Ettore Rosato alla convention renziana “Lingotto”, confondendo evidentemente il PD con Forza Italia.

Sorride D’Alema il quale assiste alle proiezioni di un Zingaretti che stacca i suoi competitor, pur non raggiungendo la maggioranza necessaria per essere eletto tramite le primarie, ma tutto questo potrebbe riaprire un dialogo tra il PD e gli scissionisti di MdP.

Il PD sembra essere diventato un campo di guerra dove tutti cercano di scappare, ma solo uno resta: Renzi! L’ex Presidente del Consiglio (il più giovane della storia italiana ndr) continua a rivendicare il suo ruolo di “Messia” nel Governo dei mille giorni.

Sembra che Silvio sia davvero in forma, insomma, per dirlo alla Crozza “Stavolta il vecchietto si è superato”. Dal canto suo il proprietario di Mediaset si è sempre detto disposto a tutto pur di tornare a Palazzo Chigi, lasciato formalmente il 16 Novembre del 2011, a seguito dell’Avvento di Mario Monti (il fautore della Legge Fornero ndr).

Intanto “l’uomo solo” continua a mostrare la sua spavalderia senza alcun segno di cedimento. In ogni trasmissione, Renzi, non cede di un passo dinanzi a chi gli dice di aver sbagliato. Rivendica, sbraita, ricorda.

Tutto questo al fine di delegittimare il successore Conte. Secondo molti l’ex inquilino del Palazzo del Governo Italiano ha ancora seguaci da vendere, questi ultimi si faranno vivi al momento giusto. Ce chi dice che il “ragazzino” sia rimasto solo, sia diventato uomo e quindi avrebbe perso il suo Appeal.

La sostanza resta pressoché invariata rispetto al 2013, insomma cambiano i simboli e i nomi dei partiti, cambia lato, dal centro destra diviso nel 2013 al centro sinistra spaccato tra PD e Possibile, MDP, Liberi e Uguali, Sinistra Italiana e i restanti di Campo Progressista, e un governo di coalizione che litiga.

In poche parole cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia, mentre nel 2013 era Berlusconi a restare solo, stavolta si è capovolta la medaglia, solo è Renzi! Comunque vada, sempre uno resta, uno comanda, uno fa opposizione, uno perde e uno vince.

Tra i due litiganti il terzo gode? Boh! Si sa solo che Di Maio deve fare i conti con le spaccature interne al Movimento, che Salvini deve ancora sopportare (almeno fino alle europee) gli alleati a 5Stelle.

Intanto questa situazione appare surreale, un Parlamento svuotato di ogni potere, il Governo delegittimato dalla sua stessa maggioranza e un Partito Democratico ancora ostaggio della figura di un leader ormai decaduto, visto come il capro espiatorio di tutto, ma allo stesso venerato come il salvatore nella patria nel 2014.

Si sa, la politica è fatta da paradossi. Da facce della stessa medaglia, ma intanto questa medaglia non ha vincitori, ma solo perdenti. Tra questi perdenti chi perde di più?! Per ora in testa c’è sempre solo lui: Matteo Renzi!