Intervista a Luca Trapanese il papà single che ha adottato una bambina down rifiutata da trenta famiglie ‘tradizionali’

Scritto da Elisabetta Di Fraia Il . Inserito in Linea di Confine

DI FRAIA
 
Più di trenta famiglie hanno detto no perché affetta da sindrome di down. Più di trenta coppie ‘tradizionali’ hanno rifiutato Alba perché spaventati all’idea di crescere una figlia con handicap. L’amore e il desiderio di diventare genitori non hanno prevalso di fronte alla consapevolezza che essere genitori di un bambino disabile significa dover affrontare un viaggio lungo una intera vita in totale solitudine perché lo stato è per lo più assente, perché si fatica ancora tanto ad accogliere ‘il diverso’.
 
Tuttavia, la storia di Alba ha avuto un lieto fine. Il suo cammino ha incontrato quello di Luca Trapanese che ,dopo un lungo percorso , è diventato il suo papà adottivo e ha raccontato la loro  storia in un libro intitolato NATA PER TE, scritto insieme a Luca Mercadante .  
 
Oggi Luca, il papà di Alba, si batte costantemente affinché la legge italiana sull’ adozione possa essere modificata, consentendo anche ai single, indipendentemente dall’ orientamento sessuale, di adottare bambini abili o disabili, valorizzando il loro desiderio di amare e di diventare genitori.
 
Perché, secondo te, tante coppie hanno rifiutato Alba? Cosa le ha spaventate?
 
Perché la disabilità spaventa. Molte famiglie non sono pronte ad avere un figlio disabile perché la società non accoglie le persone disabili. Il problema del figlio disabile è solo dei genitori mentre dovrebbe essere una responsabilità sociale. Tutte queste coppie erano spaventate perché consapevoli che lo stato le avrebbe lasciate da soli nel percorso difficile di crescita di un figlio disabile. Inoltre, c’è anche una forte ignoranza in merito alla sindrome di down: non si tratta di una vera e propria malattia , infatti i bambini che presentano questa sindrome riescono ad avere un buon inserimento sociale se stimolati dalle famiglie e se seguiti in tutte le loro attività di logopedia e psicomotricità. 
 
Hai paura di crescere Alba nell’attuale contesto sociale? 
 
Mi spaventa l’idea che Alba possa non essere accettata dai suoi compagni di classe. Spero che Alba avrà dei compagni che la accetteranno per quella che è, per il suo animo, per la sua personalità e che non venga emarginata per il suo handicap. Spero che la disabilità non sia più vista come tale ma sia vista come risorsa. 
 
Come immagini il tuo futuro con Alba?
 
Il mio futuro con alba lo immagino sicuramente pieno di viaggi, di situazioni da scoprire insieme. Alba è una bambina molto vivace che ama la musica e la danza quindi sarà sicuramente una vita molto allegra, circondata dall’ amore e dalla presenza costante dei nonni, zii e cugini. 
 
Raccontaci come è stato il tuo percorso per arrivare all’adozione di Alba!
 
Purtroppo l’ordinamento giuridico italiano ancora non prevede la possibilità per un singol di adottare un bambino, quindi ho dovuto presentare al tribunale una richiesta di affido per un minore difficile da ‘ collocare’. In tale richiesta è possibile specificare se si preferisce avere in affido un minore con disabilità medio - gravi, un minore affetto da grave malattia oppure un minore che ha subito maltrattamenti o che proviene da un contesto familiare molto difficile o ancora un minore che, avendo già superato i dieci anni di età, non riesce ad essere dato in adozione a famiglie tradizionali che tendenzialmente preferiscono bambini piccoli. In particolare, la mia è stata una richiesta aperta, lasciando al tribunale qualsiasi possibilità. Dopo un certo periodo di tempo, sono stato convocato per Alba una bambina affetta dalla sindrome di down, lasciata in ospedale dai genitori, senza patria potestà ma rifiutata da più di trenta coppie. Dopo la valutazione di idoneità genitoriale, ho accolto alba prima in una condizione di pre- adozione durante la quale ho fatto un percorso con assistenti sociali, psicologi, giudici per valutare compiutamente la mia capacità genitoriale. Trascorsi dieci mesi ho potuto presentare domanda di adozione speciale in virtù dell’articolo 44 della legge 183 che consente l’adozione in casi particolari, nel mio caso di una bambina portatrice  di handicap .
 
Cosa pensi della scelta fatta dalla madre di Alba?
  
La madre, dal mio punto di vista, è stata molto coraggiosa perché avrebbe potuto fare tanto altro ma ha scelto di partorire in ospedale, di lasciare alba in un ambiente protetto e di consentirle di avere una famiglia. Quando Alba sarà grande le dirò che la mamma l’ha amata così tanto da lasciarla in ospedale perché sapeva che sarebbe arrivato il suo papà a prenderla.
 

Tags: intervista Luca Trapanese Nata per te

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