“L’Amica Geniale” lascia il segno anche in TV

Scritto da Vitaliano Corbi Il . Inserito in Cinema & TV

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Martedì 27 novembre su Rai Uno è andata in onda la prima trasposizione cinematografica de “L’Amica Geniale”, serie composta da quattro libri, firmata Elena Ferrante.

L’attesa per l’esordio sul piccolo schermo iniziava a stringere la gola di tanti appassionati, attesa in parte dannosa che rischiava di alzare spropositatamente le aspettative: una frustrante delusione, dato anche lo stupefacente successo riscosso dall’opera letteraria, appariva sempre più pericolosamente possibile.

Tuttavia limpidi e incontrovertibili sono i dati auditel: con oltre sette milioni di spettatori e il 29,3% di share “L’Amica Geniale” diretta da Saverio Costanzo su Rai Uno stravince la prima serata.

È chiaro che la Napoli degli anni cinquanta ritratta nei libri, che fa da imponente sfondo alle vicende dei personaggi, trova un’identificazione più o meno lineare in quella mostrata attraverso le immagini del prodotto audiovisivo.

Più complesso, inevitabilmente, è stato per Costanzo appagare l’immaginario fervido dei lettori riguardo alle caratterizzazioni dei protagonisti in carne e ossa, puramente soggettive e al massimo guidate dalle non numerosissime specificazioni definitorie fornite dalla Ferrante.

Ed è qui che a superare impeccabilmente quest’ostacolo ci pensano le due “piccole” attrici protagoniste della prima puntata: Elisa Del Genio e Ludovica Nasti, rispettivamente nel ruolo di Elena Greco e Lilla Cerullo.

Potrebbero non rispettare i tratti arbitrariamente attribuiti da ognuno degli spettatori ai due personaggi immaginari: non importa, quello che conta è che sono riuscite a emozionare il loro pubblico.

Scelte da un cast durato otto mesi e più di ottocento bambini testati, le due mettono in scena il rapporto complesso che le lega nella storia con un mix di amore e odio, di rispetto e invidia, in ogni caso tutti sentimenti che viaggiano sulla stessa onda, quella della volontà di riscatto dalla propria condizione di vita, non di certo fra le più favorevoli, che le relega in un rione dove comanda un uomo potente, Don Achille.

È il dominio maschile, i residui di una società per alcuni ancora connotata dal patriarcato, che la serie attacca e mira a sfaldare.

Il desiderio di rivalsa, di emancipazione femminile esplode con efficacia, ma senza urlare inutilmente, con quella fragilità pronta a trasformarsi in impeto, nell’inquadratura simbolo della prima puntata: Elisa e Ludovica abbracciate, intente nella lettura, all’epoca rivoluzionaria, di Piccole Donne.

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