A Bergamo prende forma il nuovo Napoli 2.0: azzurri brutti (ma vincenti) e con un Milik in più.

Scritto da Simone Santacroce Il . Inserito in Il Pallonetto

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Ecco, il Napoli che esce vittorioso dall'Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo contro la sempre ostica Atalanta, è un Napoli diverso e lontano anni luce da quello visto negli ultimi anni e in parte anche da quello ammirato in questa prima parte di stagione.

Meno spettacolo, meno fraseggio ubriacante ma sicuramente più cinismo, cattiveria e voglia di fare risultato ad ogni costo. La squadra di Ancelotti ha mostrato un nuovo volto, una nuova versione 2.0 che permette agli azzurri di vincere partite difficili e di pura sofferenza come quella contro i neroazzurri di Gasperini che sono da sempre una storica bestia nera dei partenopei, ma qualcosa è cambiato. Il buon vecchio Gasp aveva ormai capito come imbrigliare il meraviglioso ingranaggio sarrista ma non era invece pronto ad affrontare un Napoli totalmente rivoluzionato dal maestro Ancelotti.

Un Napoli che ora sa difendersi accettando e rispettando il palleggio avversario, un Napoli che con il nuovo 4-4-2 ha più soluzioni offensive senza dare mai punti di riferimento, ma soprattutto un Napoli che ha maggiore consapevolezza di ciò che deve e può fare. Qualcuno ha poi detto che il gol nel finale di Milik (gol da bomber vero) è stato utile soltanto a tenere ancora per un po' vivo il campionato non permettendo cosí alla Juventus di scappare via con un vantaggio già in doppia cifra, ma la realtà è che questo gol non solo riapre i giochi in maniera importante ma regala agli azzurri un "nuovo" centravanti. Quel Milik che in tanti già davano per bollito e pronto ad essere ceduto per far spazio ad un attaccante più prolifico ci ha messo esattamente tre minuti per siglare il grandissimo gol del definitivo 1-2 e spazzare così via tutte le polemiche e le maldicenze sul suo conto. Sfido chiunque a ritornare subito forte e convinto come prima dopo due stagioni saltate per un doppio infortunio ai legamenti del ginocchio. Lasciamogli il giusto tempo perché li davanti il Napoli ha un vero e proprio patrimonio che va non solo tutelato, ma anche valorizzato al meglio.

Infine una piccola riflessione: l'ambiente bergamasco non sarà certo paragonabile a quello infernale e spettacolare dell'Anfield Road di Liverpool ma, nel suo piccolo, è servito molto al Napoli come prova in vista di quello che sarà l'11 Dicembre. La sfida in terra inglese è vissuta ed attesa già adesso come una delle partite più importanti degli ultimi anni del Napoli e, visto quello che ci si va a giocare, si intuisce facilmente il perché: qualificazione agli ottavi di Champions League (superando un girone che definire dantesco è poco) e molti ma molti milioni che andrebbero a rimpolpare in maniera massiccia le casse della società.

Prima di Liverpool, però, il Napoli ospita al San Paolo il Frosinone e, sebbene la sfida non abbia esattamente lo stesso fascino di quella contro i Reds allenati da Klopp, andrà affrontata con lo stesso spirito per non incorrere negli stessi errori commessi contro il Chievo vanificando così quanto di buono il nuovo Napoli 2.0 ha fatto in quel di Bergamo.

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