La Champions del Napoli termina ai gironi: quali sono adesso le prospettive per la stagione azzurra?

Scritto da Simone Santacroce Il . Inserito in Il Pallonetto

calcio 13 dicembre 2018

Cala il sipario sulla Champions League del Napoli, un percorso che si interrompe ai gironi e che lascia l'amaro in bocca.
Ad Anfield Road, nella infernale tana del Liverpool, sarebbe potuto bastare un gol agli azzurri per assicurarsi un incredibile passaggio agli ottavi di finale superando così un girone ai limiti dell'impossibile vista la presenza di squadre come il PSG e i Reds appunto.

Quel gol purtroppo non è arrivato, complice la grande prestazione dei padroni di casa e un Napoli forse non ancora pronto a questo tipo di palcoscenici europei, ma ai partenopei va riconosciuto il merito di aver impensierito una delle ultime finaliste della massima competizione europea fino al 94' dell'ultima partita.
Il percorso del Napoli in questa Champions resta però, nonostante la fine prematura, eccezionale visti i risultati ottenuti contro squadre nettamente superiori tecnicamente ed economicamente e ancora una volta (come nel lontano 2013) a condannare gli azzurri è stata quella maledetta differenza reti che pesa come un macigno in una competizione tanto affascinante quanto crudele come la Champions League. Ma la delusione dopo il fischio finale di Liverpool deve adesso trasformarsi in una lucida analisi. Perché non si riesce a fare strada in Europa? E, soprattutto, quali sono adesso le prospettive per la stagione azzurra?

Partiamo dalla prima domanda. Le cause possono essere svariate ma, mettendo momentaneamente da parte quelle evidenti come il fatturato e la dimensione societaria, bisogna forse soffermarsi su una questione puramente tecnica. Nel calcio moderno la fisicità e l'esperienza a giocare con determinati livelli di pressione fa tutta la differenza del mondo e, nel Napoli, di gente esperta ne troviamo poca e di calciatori fisici forse ancora meno. Per intenderci: di Insigne o di Mertens te ne puoi permettere uno o due all'interno di una rosa moderna di alto livello che vuole competere in Europa, il resto deve poter imporre la propria fisicità su quella avversaria e il Napoli (per una questione di uomini presenti in rosa) non riesce a farlo. Per fare quindi il salto definitivo appare inevitabile un normale ricambio tecnico all'interno della squadra, con i mezzi attuali si è forse arrivati al massimo fattibile.

Per quanto riguarda il secondo interrogativo le prospettive per la stagione in corso restano ugualmente rosee, d'altra parte il livello della squadra resta pur sempre elevato. In campionato, con la Juventus che sembra poter fare un campionato a parte, il secondo posto appare come il traguardo più raggiungibile e viste le squadre concorrenti non è poi così impossibile. Nelle coppe, ed in particolar modo in Europa League che il Napoli disputerà in quanto terza classificata ai gironi di Champions, gli azzurri hanno il dovere di arrivare fino in fondo ponendole come obiettivi stagionali. La bacheca partenopea piange e snobbare una competizione come l'ex Coppa UEFA sarebbe un peccato mortale ma, data la presenza di un allenatore come Carlo Ancelotti, difficilmente si snobberá l'impegno europeo. È ovvio che la delusione per quanto avvenuto a Liverpool è ancora tanta ma passare da outsider in Champions a favorita in Europa League non è poi così male, prima lo capiremo e meglio potremo affrontare il prosieguo di una stagione ancora molto lunga.

In fondo dalle sconfitte e dalle delusioni si traggono spesso importanti lezioni e se il gruppo azzurro saprà incanalare nel giusto modo la rabbia del mancato passaggio del turno nelle restanti competizioni allora ne vedremo delle belle.

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