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“VOX”, il Distopico ed Intrigante Romanzo d’Esordio di Christina Dalcher

Scritto da Francesco Verdosci Il . Inserito in Letteratura

VOX christina dalcher

Jean McClellan è divenuta una donna di poche parole ma non per sua scelta. Può pronunciarne solo cento al giorno, non una di più. Anche sua figlia di sei anni porta il braccialetto conta parole, e le è proibito imparare a leggere e scrivere.
Perché, con il nuovo governo al potere, negli Stati Uniti D’America tutto è cambiato. Radicalmente. Jean è soltanto una delle milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare persino al passaporto, al conto in banca, al lavoro. Ma ora è l’unica che ha la possibilità di ribellarsi. Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne.

Questa l’inquietante trama di VOX, il distopico, estremamente affascinante ed intrigante romanzo d’esordio di Christina Dalcher (edito dalla Editrice Nord). Ambientato in un futuro relativamente prossimo, in un’America in fondo non così lontana come può sembrare (tant’è che l’autrice non risparmia qua è la delle sferzanti stoccate agli USA governati da Trump) dove si è sempre più fatto strada il “Movimento per la Purezza”, un gruppo politico religioso che ha letteralmente riesumato il “credo vittoriano della vita domestica femminile”, cioè della donna totalmente esclusa dalla sfera pubblica della società civile ed esclusivamente dedita alla casa (in cui fondamentalmente vive reclusa) alla Chiesa ed alla procreazione. Una Donna resa vero e proprio essere inferiore, che non può lavorare o leggere e neppure scrivere, arrivando sino al punto tale da costringerla ad un infausto obbligo di legge: la possibilità di esprimere appena 100 parole al giorno, non una in più.

Christina Dalcher esordisce al top, delineando in modo del tutto innovativo uno scenario estremo e paralizzante per il lettore - grazie anche ad un lessico tanto elegante quanto semplice, diretto e spiazzante - raccontando il “Potere degli Uomini” che trasforma tutto in terrore ed orrore, in bieco e cieco estremismo che irretisce tutti con teorie tanto deliranti e prive di senso quanto ai limiti dell’umanità. Certamente la distopia la fa da padrona della narrazione ma addentrandosi nelle stupende pagine non è poi così difficile immaginare che una società del genere possa trasformarsi in realtà da un momento all’altro. Dopotutto al giorno d’oggi sono ancora tante quelle culture che prevedono senza remore una condizione aberrante della donna che si ritrova sottomessa – se non addirittura schiava - già da bambina.

Nel corso adrenalinico con cui si dipana la vicenda, la stessa protagonista ha colto ma assolutamente sottovalutato i messaggi che l’avvento di questa meschina “Società degli Uomini” lanciava. Ciò vuol dire che l’intento della Dalcher è quello di scolpire con forza nelle magnifiche pagine di questo romanzo un messaggio chiaro e preciso, per l’umanità intera e per le donne in particolare: tenete gli occhi ben aperti e pronti a scrutare ed indagare qualsiasi teoria o idea in movimento, non smettete mai di far sentire con grazia ma con forza la vostra voce e non permette al mondo di adagiarsi placidamente su qualsiasi tipo di certezza e convinzione.