London Shadow: arriva la Cool Britannia a Napoli

Scritto da Francesca Ciampa Il . Inserito in Mostre

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Napoli è di nuovo protagonista delle nuove correnti artistiche contemporanee, infatti sarà possibile visitare fino al 20 Gennaio la mostra intitolata “London Shadow” presso Palazzo Zevallos Stigliano a Via Toledo. L’evento, a cura di Luca Beatrice, ripercorrerà le tappe principali della rivoluzione inglese da Gilbert & George fino a Damien Hirst attraverso l’esposizione di ventitre opere dell’epoca.

L’esposizione vanta sedici artisti di fine anni’80 e primi anni ’90 che hanno rivoluzionato un periodo artistico attraverso l’irriverenza delle proprie produzioni. Dal “duo terribile” di Gilbert & George fino ai caustici e autentici rivoluzionari del vitalismo inglese di fine Novecento.

La mostra tenta di restituire al meglio l’immagine di una Londra all’apice del proprio successo e della propria cultura: dall’icona della moda Kate Moss ai giovani stilisti come Alexander McQueen, dalla letteratura di Irvine Welsh all’indiano Hanif Kureishi, dalla musica Brit Pop all’elettronica delle discoteche. Indubbiamente l’immagine della città era quella di una delle metropoli più interessanti dell’epoca, simbolo e icona per le altri capitali europee.

Londra fu denominata negli anni ’90 la “Cool Britannia” proprio per il suo essere all’avanguardia nel panorama cultuale contemporaneo internazionale. La scelta delle opere selezionate per essere mostrate durante l’evento è ricaduta sulla Process Painting di Ian Davenport, sui fiori di Marc Quinn, sull’esposizione digitale di Julian Opie e sulle spatolate di Jason Martin sull’opera Problems concessa dallo studio privato dell’artista.

L’esposizione ripercorre gli anni della rivoluzione femminile attraverso la rottura dei dogmi e degli stereotipi fino ad allora imposti. Questo mutamento lo si evince dalle sculture di Sarah Lucas ai neon di Tracey Emin, dai video di Sam Taylor- Wood alle opere di Marc Quinn, dalle imitazioni iconiche di Gavin Turk, dall’Ophelia di Matt Collishaw al Love di Robert Indiana, concludendo con il Concetto Spaziale di Fontana.

All’interno della stessa mostra trova spazio anche l’arte concettuale inglese degli anni’90 attraverso le scritta Thing di Martin Creed, le opere di Gillian Wearing, le installazioni di Liam Gillik e le fotografie di Darren Almond e di Douglas Gordon.

Tutte le opere che verranno esposte saranno raccolte in un catalogo edito da Marsilio Editore volto a sottolineare il valore dell’evento. Il Direttore Centrale Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, Michele Coppola, conferma l’impegno di Intesa Sanpaolo nel promuovere e valorizzare eventi culturali che incidano sul panorama culturale della cittò attraverso la creazione di luoghi di arte e conoscenza.

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