Campania segreta: la tomba di Virgilio

Scritto da Luca Murolo Il . Inserito in Linea di Confine

MUROLO int2

Nei pressi della stazione di Mergellina, a ridosso del tunnel delle “Quattro Giornate”, a cavallo tra Piedigrotta e Fuorigrotta, si trova uno splendido giardino, dove, nonostante la centralissima posizione, regna la quiete, ed i rumori del traffico ed il caos della metropoli, arrivano attutiti, quasi ovattati. È la tomba di Virgilio.Circondati dalle piante che amava ed usava per le sue pozioni , qui riposano i resti del poeta e alchimista, che tanto era legato a questa città, che la storia vuole ne sia stato per lungo tempo il protettore.

Il piccolo parco è stato realizzato nel 1930, per celebrare i 2000 anni della nascita di Virgilio. Salendo la prima rampa si incontra, in una nicchia scavata nel tufo, il busto del vate, affianco ad un’ imponente epigrafe che loda la bontà delle acque minerali flegree, voluta da Pedro d’Aragona. Nella seguente svolta, proprio all’inizio della seconda rampa, c’è la tomba di un altro grande poeta: Giacomo Leopardi. Morto a Napoli il 14 giugno 1837, durante la grande epidemia di colera. Per volere ed intercessione di un amico, fu prima sepolto nella chiesa di San Vitale a Fuori grotta, e poi spostato qui. Il monumento funebre, a forma di grande ara, si trova all’ingresso di un’apertura ricavata nel versante tufaceo della collina. Sul lato destro due lapidi, una fatta apporre dal re Umberto I, che dichiara la tomba monumento nazionale, e l’altra dall’amico Antonio Ranieri, in sua memoria. Continuando a salire, c’è l’ingresso della “Crypta Neapolitana”, attualmente chiusa, per un cedimento della struttura, che ne rende parzialmente ostruito e pericoloso il percorso, ma per gentile concessione della dottoressa Fernanda Capobianco, direttrice del sito, i cancelli vengono aperti per QdN. Non ci addentriamo se non che per una cinquantina di metri, un cumulo di macerie ci impedisce il passaggio. Andare avanti sarebbe faticoso e probabilmente rischioso. Si intravede la luce proveniente da Fuorigrotta , e ciò è emozionante, se si pensa che la galleria ha più di 2000 anni. Nella parte iniziale,in alto sulla sinistra c’è un affresco raffigurante la Madonna col bambino, San Giovanni Battista,e San Luca. Dall’altro lato passava l’acquedotto, spiega uno dei custodi che mi ha gentilmente accompagnato, ed è ancora visibile il cunicolo di controllo con la lapide in marmo.

La “Crypta Neapolitana” fu scavata nel I secolo a. C., su progetto di Cocceio, l’architetto di Augusto, e serviva a collegare la città con la zona flegrea e Pozzuoli. Scavata nella collina di tufo, con i classici archi romani a sezione trapezoidale, che tanto ricordano l’antro della Sibilla ed altre opere simili, ha una lunghezza di circa 700 metri, ed una larghezza di 5 per 4,5. Per l’aereazione e l’illuminazione, esclusivamente fornita dalla luce solare, erano state praticate delle aperture verticali, dette “luminae”. Il moderno traforo, con un tracciato parallelo a questo, fu scavato tra il 1882 e il 1885, e chiamato “Grotta Nuova”; poi finalmente ripreso nel 1940,per diventare l’attuale tunnel delle “Quattro giornate”, che è la maggiore via di comunicazione con Fuorigrotta e Bagnoli da quel punto della città. Continuando la salita, per una stretta ed irta scaletta, si arriva ad un colombario di età romana, la tomba vera e propria.

MUROLO copertina

Ma che Publio Marone Virgilio sia veramente sepolto qui,è ancora un mistero, che non trova tutti d’accordo. L’autore dell’Eneide ed altri mirabili poemi latini, morì a Brindisi, di ritorno da un viaggio in Grecia, nel 19 a. C.. A Napoli possedeva un’importante villa, appartenuta in precedenza a Cicerone, e le sue spoglie furono trasportate nella nostra città. Un secolo dopo la sua morte, verso il 100 d. C., la sua villa fu comprata da un famoso avvocato dell’Impero, tale Sirio Italico, che riteneva il vate il suo maestro. Il suo sepolcro fu spostato sulla via che conduceva a Pozzuoli, e diventò subito meta di pellegrinaggi, e la fama del culto di Virgilio mago, e le credenze misteriose nate attorno a lui ed al suo sepolcro, travalicarono i confini,

per diffondersi attraverso tutto il mondo antico. La maggior parte dei dubbi nasce, ci fa notare Vittorio Del Tufo nel suo libro Napoli Magica, dal fatto che personaggi molto minori di Virgilio, ebbero monumenti funebri ben più grandi di questa piccola colombaia adagiata sulle pendici della collina. E lui, protetto dell’imperatore Augusto, sarebbe stato così ricordato? Molto più probabile che gli avesse fatto dedicare un tempio nel terreno della villa di Pollione, da lui ereditata, sulla punta del promontorio di Posillipo. Anche qui,le tracce di Virgilio mago sono fortemente presenti. La Grotta di Seiano, la galleria che collega i resti della monumentale magione alla strada di Coroglio, la leggenda vuole che sia stata perforata dal poeta, con un preciso orientamento, che la vede illuminata per la prima metà, al mattino, dalla luce solare proveniente da oriente, e per la restante, la sera, dalla luce proveniente dal lato opposto, da ovest. È sulla collina di Posillipo, sulla punta, che si estende il grande parco Virgiliano, da cui viene la confusione con questi ben più piccoli giardini, traboccanti però di storia.

Se sia o meno questo il luogo dove riposano le spoglie di Virgilio, resta un mistero, ma che questo piccolo parco, oasi di pace, a pochi metri da uno degli incroci più trafficati di Napoli, sia un meraviglioso angolo di quiete e tranquillità, questa è una realtà.

MUROLOint4

Banner AIRC