Orange Wine, come mai questi vini sono arancioni?

Scritto da Isabella La Mura Il . Inserito in Vac 'e Press

immagine copertina orange wine

Il vino si tinge di un nuovo colore: l’arancione. Sono i cosiddetti “orange wine” e sono prodotti da uve a bacca bianca, vinificati come se fossero dei vini rossi, che assumono mille sfumature color arancio: dall’ambrato all’arancione pieno fino al bronzo, grazie alla prolungata macerazione data dal contatto delle bucce dell’uva con il mosto.
Le bucce dell’uva cedono le sostanze in esse contenute rendendo il vino molto più complesso e intrigante sia al naso sia alla bocca. Sostanze principalmente polifenoliche, aromatiche e proteiche che li rendono di colore giallo carico, “orange”, appunto, poi più ricchi, corposi e capaci di invecchiare.

Diciamolo subito: l’orange non è un vino facile! Il fallimento è in agguato con l’incalzare di fenomeni ossidativi più difficili da controllare e produzione di sostanze volatili poco gradevoli. Infatti, per vinificare “in rosso” le uve bianche bisogna che queste siano sanissime ed è necessario “sapere il fatto proprio” nell’intricato campo dell’enologia. È più difficile e rischioso, anche “più artigianale” come processo, e non sempre i risultati sono adeguati alle aspettative. Ma se tutto viene eseguito con criterio e adeguate conoscenze tecniche gli orange wine possono regalare grandi soddisfazioni.

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La macerazione sulle bucce per i vini bianchi è una tradizione antica, contadina, sparita o quasi con l’avvento di nuovi macchinari di cantina che permettono di eliminare le bucce immediatamente. Una tradizione che resiste in Georgia, “culla del vino”, ma anche nelle campagne italiane dove il vino contadino ha sempre sostato sulle proprie bucce più o meno a lungo. Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Veneto e Liguria sono luoghi dove ancora oggi le uve bianche vinificate in casa sono tradizionalmente macerate. E proprio un produttore georgiano ne parla in questi termini: “Non è un vino che viene da te, sei tu che devi andarci incontro”.

Alcuni sommelier lo definiscono un vino “introverso”, complicato da abbinare, difficile da gestire in cantina o in frigorifero, ma ricchissimo di suggestioni organolettiche che vanno tenute a bada con grande professionalità e un pizzico di entusiasmo. Può essere apprezzato soprattutto da chi è riuscito a costruirsi un bagaglio esperienziale di significativa efficacia. Nonostante tutto, il vino arancione ha registrato un grande interesse da parte del pubblico tanto da essere considerata una vera e propria moda del momento, seppur con una storia antica alle spalle. Possiamo, dunque, affermare che l’arancione è diventato ufficialmente il quarto colore del vino!

orange wine

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