Il crollo del bipolarismo e l’avvento del tripolarismo. Perché è successo e come si può andare avanti

Scritto da Francesco Pastore Il . Inserito in Vac 'e Press

Luigi Di Maio Alessandro Di Battista viaggio verso Strasburgo

In questi giorni su Facebook e sugli altri social media gira in modo tamburellante un GIF con uno spezzone di discorso del leader del M5S, Alessandro Di Battista, contro il governo che salva le banche. Il Dibba dice letteralmente: “Se chi vive in una macchina perché lo stato gli ha portato via la casa o chi si imbarca sui barconi della morte perché non ha più uno stato a casa sua, se tutti costoro non fossero uomini e donne, ma istituti finanziari, se tutti costoro non fossero carne e sangue ma gruppi petroliferi che la sostengono se tutti costoro non si chiamassero persone, ma banche li avreste già salvati da un pezzo. È tempo che ve ne andiate”.
In realtà, a diffondere questo avvincente ed acceso discorso di Dibba contro il governo non è il suo partito, ma i sostenitori del centro-sinistra. Il motivo è che quel discorso si applica perfettamente al salvataggio realizzato dal governo gialloverde nei confronti della banca CARIGE, la Cassa di Risparmio di Genova, realizzata in questi giorni, out of the blue, in una riunione all’apparenza improvvisa del Consiglio dei ministri del Presidente, Giuseppe Conte.

Come è possibile che un discorso scritto e pronunciato in Parlamento contro un governo di centro-sinistra calzi così bene anche quando al governo c’è il partito di Dibba? Credo sia una domanda tutt’altro che banale e ci porta dritti ad affrontare domande più generali di politica.

Per rispondere a questa domanda, credo convenga partire da un'analisi del testo del discorso di Dibba. È evidente che le affermazioni di Di Battista sono un esempio classico del pensiero dell’ultra-destra conservatrice di ogni latitudine e longitudine. Dietro la sua protesta strillata, sgangherata e violenta, manca qualsiasi elemento di analisi politica: non si capisce, in particolare, perché il governo debba andare a casa, l’invocazione finale di dimissioni del governo è un immancabile classico di questi discorsi sgangherati. La soluzione di tutti i mali sono le dimissioni del governo, anche se non si capisce bene perché dimissionando il governo tutto possa cambiare. Questo credo ricorda quello di questi giorni del Ministro Luigi Di Maio che proprio mentre l’Istat annunciava un segno meno della produzione industriale per il secondo trimestre consecutivo, annunciava una fase di boom economico paragonabile a quello vissuto dal paese nel dopo guerra e, purtroppo, non più tornato.

Ma perché per Dibba proprio quel governo di centro-sinistra dovrebbe dimettersi? Non è chiaro dal suo discorso. La sua é una generica (conservatrice e fascistoide) aggressione alla forza di governo, qualunque essa sia. Tanto è vero che, come fanno notare i suoi oppositori, mutatis mutandis, si adatta perfettamente anche al governo attuale guidato dal suo partito. Anche il governo di oggi ha salvato una banca, la Carige, mentre lascia in mare “uomini e donne”, “carne e sangue”. Eccome se li lascia in mare. I porti sono chiusi, non ci sono soldi per loro, ma per la banca Carige sì e qualcuno nota che ci sono rapporti pre-esistenti fra il presidente Conte e alcuni componenti del consiglio di amministrazione della banca. Non c'è un'analisi economica e teorica di riferimento nel discorso del Dibba. Non si capisce cosa c'è di giusto e di sbagliato. Non si capisce perché salvare una banca è sbagliato e che senso abbia far dimettere il governo per aver salvato una banca. Il suo, a ben vedere, è un ragliare senza senso, né direzione, come è tipico della destra ultra-conservatrice. Ragliare per partito preso! Purché sia contro il governo.

Poi ci sono personaggi della stampa che ci spiegano che questa volta il salvataggio della banca Carige è diverso. Non è come i salvataggi del passato. Marco Travaglio, ad esempio, in una trasmissione televisiva si affannato a sostenere che quelli di prima erano cattivi, mentre quelli di ora sono buoni. Il salvataggio di Carige è tutt’altra cosa dai salvataggi dei governi precedenti, ma non si capisce bene perché tanto più che la legge con cui è stato realizzato il primo è la stessa di quella con cui sono stati realizzati i secondi.

Ne ha parlato a Piazza Pulita, la trasmissione di La 7 condotta da Corrado Formigli, anche il neodeputato grillino, precedentemente giornalista militante leghista, Gianluigi Paragone. Paragone era stato invitato in trasmissione da Formigli poiché esperto di salvataggi di banche da parte del M5S e presidente in pectore di una prossima commissione parlamentare d’inchiesta sul tema, simile a quella creata da Matteo Renzi e affidata a Pierferdinando Casini nella precedente legislatura. Paragone si era distinto negli anni scorsi per aver fatto una propaganda a favore del M5S spesso campata in aria in quella trasmissione assurda e ridicola che ha condotto su La 7 per alcuni anni ("La Gabbia"). Evidentemente non si è ancora reso conto del carattere puramente propagandistico delle sue trasmissioni quando invocavano, ad esempio, a proposito dei governi precedenti, non si sa perché, Goldman Sachs. Anche ora ha provato a sostenere che la differenza fra i salvataggi passati e quello attuale era nella partecipazione nei secondi di Goldman Sachs, ma non si capiva bene in che modo. In realtà, erano parole vuote prima e sono parole vuote ora. Un raglio simile a quello di Dibba, senza prove, senza alcuna evidenza empirica che Goldman Sachs abbia giocato alcun ruolo. Solo insinuazioni. La differenza è che prima il pubblico applaudiva e ora invece no.

E questa è proprio la domanda fondamentale alla quale dobbiamo arrivare. Ma dobbiamo fare un salto indietro. La domanda interessante non è perché il pubblico di Piazza pulita non abbia applaudito Paragone in tv ora. La domanda è perché lo ha applaudito ieri. In passato, prima della scorsa legislatura, questo tipo di ragli, sia quelli à la Dibba che quelli à la Paragone, non avevano mai raccolto voti. Invece, nella scorsa legislatura li hanno raccolti a man bassa. Perché? Questa credo che sia la domanda interessante.

La mia risposta è semplicemente perché, nel corso della scorsa legislatura, è crollato il bipolarismo e si è sviluppato un sistema politico tripolare. Non c’era più solo centro-destra e centro-sinistra, ma anche un terzo polo, che il M5S è riuscito ad impersonare. La gente non voleva più votare centro-destra e centro-sinistra. Né l’uno né l’altro. Anche perché sono sembrati sempre più uguali fra loro. L’uno la fotocopia dell’altro. Pur di non votare loro, hanno votato il primo asino che ragliasse contro quei due poli politici. La mancanza di differenze politiche fra centro-destra e centro-sinistra ha fatto nascere il tripolarismo. Il terzo polo è un asino che raglia senza idee, ma trova alimento e sostegno nella caduta del bipolarismo. Prima chi si stufava di Silvio Berlusconi votava Romano Prodi e chi si stufava di Prodi votava Berlusconi. Ora, pur di non votare i poli di centro-destra e di centro-sinistra, votano un asino che raglia! Così come prima al centro-sinistra e al centro-destra bastavano poche innovazioni per ritornare a conquistare il voto degli elettori che non avevano altra scelta, ora basta che qualunque asino ragli qualcosa per avere il consenso degli elettori.

Pare che se ne sia accorto anche Beppe Grillo che sta cercando di dare idee ed ideologie al M5S. Mentre Dibba, Travaglio e Paragone si arrampicano sugli specchi per dire che il nuovo governo è diverso, Grillo capisce che occorre qualcosa di più di un raglio d’asino per mantenere i consensi, ora che sono al governo. Lo dimostrano i sondaggi che danno il M5S in caduta libera. Non si governa senza un ancoraggio ideale. Non basta un milione di no per fare un sì. Una forza di governo deve avere dei sì e deve sapere perché li ha, senza diventare una banderuola al vento che cambia ad ogni occasione, ad ogni nuovo fatto di cronaca.

Perciò è importante che il centro-sinistra faccia il centro-sinistra e il centro-destra faccia il suo mestiere. Attenzione, è importante che lo facciano non solo in Italia, ma in tutta l’Europa. Il crollo del bipolarismo nasce dall'appiattimento progressivo in Europa sulle posizioni della troika europea dei grandi partiti storici: i socialisti e i popolari. Occorre che il Partito Socialista europeo faccia il proprio mestiere, distinguendosi dal Partito Popolare Europeo. Ci deve sempre essere stima e riconoscimento reciproco, ma il centro-sinistra non deve mai rinunciare al proprio ruolo progressista, riformatore, di sinistra, di difesa dei deboli, di mutamento e riforma dell'esistente che non funziona! Occorre, ad esempio, un programma di riscrittura del Trattato di Maastricht e del Fiscal Compact che il PSE dovrebbe perseguire al più presto, prima delle prossime elezioni europee.

Credo che se centro-destra e centro-sinistra torneranno a fare il loro mestiere, il tripolarismo scomparirà come neve al sole e si ritornerà al bipolarismo, speriamo con ideali e posizioni più chiare e meno variegate che in passato.

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