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La Fescina di Quarto entra negli itinerari UNESCO

Scritto da Elisabetta Di Fraia Il . Inserito in Succede a Napoli

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È un monumento poco conosciuto, forse perché le amministrazioni comunali passate hanno impiegato poche energie per valorizzarlo, ma allo stesso tempo è uno dei più importanti e significativi di tutta l’area flegrea tanto che dal 14 gennaio la Fescina entra a far parte degli itinerari UNESCO che la Città Metropolitana di Napoli ha predisposto per la promozione e la valorizzazione dell’intero territorio campano.
In particolare, la Fescina è un monumento funebre di età romana, parte integrante di una antica e vasta necropoli scoperta negli anni ’70. La particolarità della Fascina, comunque, è la sua struttura: ha la forma di cuspide piramidale, delimitata da una recinzione molto bassa in opus reticolatum. Essa è circondata attualmente da tracce di incinerazioni, urne, anfore e tombe.

Inoltre, un’altra delle peculiarità della Fescina era l’utilizzo degli spai recintati, destinati specialmente alla cremazione dei morti. La copertura del mausoleo, infatti, non ha modelli simili nella zona campana perchè si diffuse probabilmente soltanto in età ellenistica nel Mediterraneo orientale. Il fatto che questo modello sia stato ripreso, fa pensare che vi fossero scambi di natura commerciale tra Quarto e le città d’Oriente. Con l’inserimento della Fescina negli itinerari UNESCO, l’amministrazione guidata da Antonio Sabino continua ad impegnarsi costantemente per la valorizzazione della cittadina flegrea in piena sinergia con la città metropolitana di Napoli. L’occasione per sancire questo risultato è stata la presentazione del volume “Itinerari metropolitani a partire dai Siti UNESCO”, realizzato dalla Città Metropolitana, nella sala consiliare del Comune di Quarto, cui hanno preso parte i Consiglieri Metropolitani Elena Coccia e Rosario Ragosta, delegati rispettivamente ai Siti UNESCO e alla Valorizzazione Lago Patria – Agenda Digitale, il Sindaco di Quarto, Antonio Sabino, l’Assessore alla Cultura, Raffaella De Vivo, e l’archeologa Raffaella Iovine.