Quel duce di Matteo Salvini

Scritto da Francesco Miragliuolo Il . Inserito in A gamba tesa

MIRAGLIUOLO

Qualche giorno fa abbiamo ricordato le vittime dell’Olocausto, brutalmente uccise nei campi di sterminio nazi fascisti, scoperti dagli Alleati il 27 gennaio del 1945; come ricordare meglio una simile tragedia se non attraverso l’emulazione?!

Il protagonista? Inutile dirlo che si tratta del più grande attore del momento: Matteo Salvini. Dovrebbero dargli l’Oscar per come interpreta il duce. Salvini si comporta esattamente come i nazi fascisti di allora: vuole schedare i Sinti, deporta i migranti del centro di accoglienza di Castelnuovo di Cara e inneggia alla violenza.

Ah, dimenticavo; anche Salvini, come il duce, indossa la divisa per stare vicino ai suoli “soldati”, che non sono altro che le nostre forze dell’ordine.

Matteo Salvini, uno dei pochi italiani (con la Meloni) che non si vergogna di essere fascista, anzi rimarca perfettamente quella ideologia.

I sopravvissuti ad Auschwitz raccontano di come i tedeschi, prima di sterminarli nelle camera a gas, li deportarono nei ghetti. Ora, al posto di ghetti mettete barca e il risultato è lo stesso.

Otteniamo persone prive di identità, di diritti e di libertà. Sono solo migranti, allora meritano di restare a morire su un barcone.

Gli ebrei per Hitler e Mussolini erano solo numeri. Quantità da sottrarre alla grande operazione matematica di sterminio; per Salvini i migranti sono solo consenso, e nulla più.

Matteo Salvini è oggi ciò che il duce era ieri: un frustrato incapace di porre in essere degli atti concreti per aiutare davvero il suo Paese a progredire.

Il decreto (in)sicurezza crea solo criminalità, perché buttando una persona in mezzo al strada o deportandola chissà dove, questa per sopravvivere sarà costretta a compiere piccoli reati. Si chiama spirito di sopravvivenza.

Il duce Salvini, ha però paura del tribunale dei ministri, perché forse sta iniziando a capire che siamo nel 2019 e non nel 1939, e che anche lui non è esente dal rispetto della Costituzione e delle leggi umanitarie.

Allora sarebbe ora che qualcuno spieghi al ministro dell’interno che il quotidiano vilipendio dei valori costituzionale è un reato, che non può mettersi la divisa per far credere che lo “Stato sia Salvini” e non un’entità politica sovrana, come invece è.

Qualcuno dica al duce che è capitato nel periodo sbagliato e che è arrivata l’ora di rendersene conto.

Forse per capire perché Salvini è un fascista basta ricordarsi delle parole di Jean-Paul Sartre: “Il fascismo non è definito dal numero delle sue vittime, ma dal modo con cui le uccide.”

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