fbpx

Un trapianto per curare il diabete all’Ospedale Cardarelli

Scritto da Anna Laura Zamprotta Il . Inserito in Succede a Napoli

napoli ospedale cardarelli concorso per 20 posti da infermiere oltre 2mila candidati

All’Ospedale Cardarelli di Napoli è stato eseguito per la prima volta in trapianto delle “isole pancreatiche” o “Isole di Langherans”. Queste sono delle particolari cellule del pancreas che producono insulina e dunque si rivelano importanti in presenza di diabete. Il trapianto infatti è ritenuto molto utile per la cura del diabete di tipo 1.

Tutto è stato reso possibile grazie al ‘gemellaggio’ con l’ospedale statale “Niguarda” di Milano che è iniziato circa un anno fa e, che ha permesso lo scambio di reciproche esperienze in materia.

A Milano questo percorso per il trapianto è iniziato già nel 2009 grazie alla collaborazione con il Dibetes Research Institute dell’Università di Miami, negli Stati Uniti, guidato dal professor Camillo Ricordi.

In Italia sono in tutto 6 i centri ove è possibile sottoporsi a questo tipo di operazione. Oltre al Niguarda abbiamo Milano San Raffaele, Pisa, Perugia, Palermo Ismet e ora anche il Cardarelli per l’area del sud Italia.

Il diabete di tipo 1 è una patologia autoimmune che generalmente colpisce la giovane età.

Per affrontare l’intervento è stata necessaria la cooperazione di diverse équipe. Specialisti in diabetologia e nefrologia per la gestione del paziente; lo staff trapianti per il prelievo dal donatore, la terapia tessutale e la preparazione delle cellule; anestesisti e infine psicologi.

Le isole pancreatiche vengono trapiantate tramite una tecnica di ingegneria tessutale all’interno di “un’impalcatura biologica”. Questa tecnica, che sfrutta un’impalcatura biotech, è importante per permettere la sperimentazione volta ad evitare l’uso di farmaci anti-rigetto, che per il momento limitano l’applicazione del trapianto a tutti i casi di diabete.