“Due Secoli Dopo“ - Da Napoli a Martina Franca

Scritto da Luca Murolo Il . Inserito in Mostre

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La mostra che è stata inaugurata mercoledì 6 febbraio alla sala “Vesevi” del Maschio Angioino, è stata voluta ed organizzata da Federica Gioffredi, fotografa Napoletana, non solo per mostrarci le sue belle foto, ma per celebrare il viaggio, lungo e avventuroso, se si considera l’epoca, che intraprese una nobile concittadina nel 1832. Ne ripercorre le tappe, e tramite le sue immagini, ce ne offre il sapore.

Federica, leggendo e curiosando,tra libri ed antichi testi, scopre la storia della duchessa di Martina,Francesca Giudice Caracciolo, figlia di Francesco, principe di Cellamare e duca di Gesso, che nel 1832 affronta un avventuroso viaggio, da Napoli, fino alla masseria del Casalotto di Mottola. Nell’ archivio Caracciolo del Sangro, custodito presso la biblioteca di Martina Franca è conservato un elenco completo e dettagliato di tutto ciò che servì e fu utilizzato, dai mezzi di trasporto, carri e cavalli, agli uomini ed agli animali che seguirono e parteciparono all’impresa. Al denaro speso. Ne viene affascinata, e decide di ripercorrerne le tracce, e raccontarcelo attraverso le sue immagini. Più efficaci di mille parole, ci parlano di un mondo antico, quanto conosciuto, perché i luoghi ci appartengono, come gli oggetti che magistralmente ritrae.

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Il mare, il cono del Vesuvio innevato, gli antichi palazzi e i panni stesi, tutto ha sapore di “Sud” nel lavoro di Federica. Le tappe su cui si sofferma sono 5, la partenza, Napoli, Lauro di Nola, dove è particolarmente colpita dal castello Lancellotti ( che colpì anche me e descrissi su QdN del 19 ottobre 2018) e dalla processione dei “Biancovestiti”, che si svolge nella settimana santa, mentre le campane tacciono per il lutto della morte di Gesù Cristo non ancora risorto. E poi Monopoli, Barletta e Martina Franca.

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Le foto, tutte rigorosamente in bianco e nero, si sposano perfettamente con le austere sale del Maschio Angioino, ombelico virtuale della città, sono di una bellezza struggente. L’eleganza di una vecchia bicicletta su antiche scale si contrappone alle misteriose vesti svolazzanti dei “Biancovestiti”, una sedia sospesa evoca eterni interrogativi, ed i panni stesi, come anime del purgatorio, sono preda di un vento invisibile. Il Colosso di Barletta, come le barche dei pescatori nel porto di Monopoli e i trulli di Martina Franca sono simbolo del passaggio in questi luoghi. Napoli, offre tanto all’obbiettivo di Federica, che si sofferma su Castel Nuovo, il Maschio Angioino, sede naturale di questa esposizione.

Federica Gioffredi, imprenditrice e fotografa professionista, è membro del MIACE, il Museo Civico di Arte contemporanea di Castel Volturno, ha già portato questa mostra a Roma e Martina Franca. A Napoli resterà aperta e visitabile, fino al 10 marzo.

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