Perché parliamo di opportunity, il coraggio e la determinazione

Scritto da Rita Felerico Il . Inserito in Succede a Napoli

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L’Associazione Addà passà a Nuttata ONLUS, nata nel 2010, costituita da giovanissimi, è capofila del progetto OPPOTUNITY e dallo scorso ottobre con altri partner ha ottenuto in comodato d'uso gratuito due beni confiscati alla camorra, nel cuore del Rione Sanità.
Gli spazi, dove fino a qualche tempo fa vivevano famiglie di immigrati pagando prezzi usuranti, sono stati ristrutturati grazie ad una campagna di crowdfundig lanciata da MERIDONARE. Abbiamo già scritto del progetto che intendeva offrire servizi gratuiti in favore delle famiglie più bisognose e dei minori a rischio e l’intervista a Davide d’Errico – Presidente dell’Associazione capofila – vuole rendere partecipi i lettori di un successo, di una positiva realtà della città che, dai giorni dell’inaugurazione, prima di Natale, è un esempio di positiva cittadinanza e di positivo senso di responsabilità civile. Aveva dichiarato nel giorno dell’inaugurazione Davide : “Desideriamo dimostrare che i beni confiscati possono diventare simboli di riscatto per tutti, in particolare per chi dalle mafie è stato impoverito. Dimostrare che si può agire, coinvolgere altre forze, attuare altri modi di collaborazione fra cittadini ed istituzioni, quello di cui si ha bisogno e di cui se ne sente la necessità, per mantenere vivo un vero percorso di rinascita sociale”

La Paranza Della Bellezza, documentario di Luca Rosini andato in onda in anteprima esclusiva su RaiPlay mercoledì scorso in seconda serata su Rai2, https://bit.ly/2S1GWAs,testimonia la folgorante rinascita di un quartiere – la Sanità appunto - all’interno della quale Opportunity si è positivamente inserita, un’esperienza sulla quale occorre riflettere, ripensare e dalla quale politicamente apprendere.

Opportunity è divenuta realtà meno di un mese fa. Come nasce, perché, quali i suoi obiettivi?

Opportunity è la prima agenzia di servizi gratuiti per la città a nascere in un bene confiscato alla camorra; l’idea ha origine da una ferita personale, quella della morte di mio nonno, ucciso dalla camorra per essersi rifiutato di pagare il pizzo e nel cui nome si inaugura questo progetto. Nasce da una speranza collettiva, che è il sogno della mia e della nostra generazione: costruire una città più solidale e libera dalle camorre.

Chi sono i protagonisti che rendono possibile la sua ‘esistenza’?

Sìamo una grande rete di associazioni no profit, che ha deciso di trasformare un luogo che era della camorra nel più grande esperimento di solidarietà giovanile della città. L'Associazione Aidacon consumatori offre assistenza legale gratuita a chiunque ne abbia bisogno; associazioni come Puteca Celidonia-compagnia teatrale- danno vita a laboratori gratuiti di teatro per i bambini. E poi ci sono le giovani psicologhe di Opportunity Onlus, che hanno dato il via ad un punto di ascolto gratuito per gli adulti e a laboratori di lettura di favole per i più piccoli. Insomma volontariato, cultura e servizi gratuiti sono la nostra risposta alla presenza dei clan criminali e all'assenza delle pubbliche istituzioni.

Se riparliamo di Opportunity è per i risultati più che positivi raccolti in così poco tempo.

In 8 mesi abbiamo realizzato la campagna di crowdfunding con più donatori , esempio unico nella storia del Banco di Napoli; abbiamo restaurato i due locali confiscati alla camorra; donato al quartiere un'opera di street art raffigurante Totò, coinvolto decine di volontari e attivato servizi gratuiti per i più poveri. Sono risultati che fanno bene alla città e che dovrebbero risultare essere un modello per il riutilizzo dei beni confiscati e lo sviluppo dei nostri quartieri.

Come gestite la vostra organizzazione? C’è una precisa divisione di ruoli e compiti?

L'associazione Opportunity è capofila e responsabile del progetto, coordina le attività, il calendario dei servizi e si interfaccia con le istituzioni competenti; ma i laboratori e i singoli servizi non esisterebbero senza il contributo delle altre associazioni, che collaborano e si accordano fra loro liberamente, dalla locomotiva Onlus a Cleanap, dai giovani per la pace a venti di speranza Onlus, dall' oratorio Karol all'aidacon consumatori, da puteca celidonia ai ciarlatans.

Ci sono aiuti economici? Come acquisite gli strumenti con i quali agite le vostre azioni?

C'è tantissima solidarietà privata. Donazioni (soprattutto online) di persone che neanche conosciamo, ma guardano a noi come ad una speranza. Ma ci sono anche decine di contributi materiali, offerti da caffè Toraldo, Poppella, Isabella.

Come ha reagito ‘il vicinato’, il rione alla vostra presenza?

Molto bene, come un vero e proprio dono per il quartiere e per i suoi bambini. Tra tanti, l'episodio che ci ha integrato e ha generato un rapporto di fiducia vicendevole è stata la realizzazione dell'opera di street art raffigurante Totò. Tantissime persone ci fermavano ringraziandoci, raccontandoci di lui e mettendosi spontaneamente a disposizione per tutelare l'opera.

E le altre realtà culturali già operative nella zona? Avete incontrato Padre Loffredo o i giovani musicisti dell’orchestra della Sanità?

Stiamo incontrando man mano tutte le realtà locali. Dalle parrocchie alla rete di commercianti, abbiamo intenzione infatti, per i prossimi mesi, di lanciare in rete con tutti loro partendo dal quartiere un progetto relativo al turismo in bici nel quartiere.

La cosa più bella, quella più inaspettata e la maggiore difficoltà che vi ha regalato questa esperienza

La cosa più bella è l'aver vissuto il prima e il dopo: in un luogo che cadeva letteralmente a pezzi, oggi si recita Shakespeare e si raccontano favole ai bambini. La cosa più inaspettata è la reazione del quartiere: ci ha accolto come figli e ognuno di noi proviene da altre zone e da altri contesti di Napoli. Difficoltà? Per ora quelle prevedibili per chi intraprende questi percorsi.

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