Suonno D'Ajere, sabato 23 marzo l'esordio con l'album Suspiro

Scritto da Angela Pascale Il . Inserito in Musica

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Sabato 23 marzo, all’Auditorium Novecento sarà presentato ufficialmente “Suspiro” l’album di esordio dei Suonno D’Ajere edito da ad est dell’equatore.

Un disco dove tre giovanissimi musicisti napoletani – la media dei loro anni non supera i 30 – ‘armati’ di voce, quella di Irene Scarpato, mandolino, Marcello Smigliante Gentile, e chitarra classica, Gian Marco Libeccio, fanno rivivere una tradizione che, nel caso specifico, affonda le sue radici nel lontano 1887, anno di uscita di ‘Scetate’ (Ferdinando Russo – Pasquale Mario Costa), per correre attraverso due secoli – quelli di ‘O guappo ‘nnammurato (Raffaele Viviani, 1910), Silenzio Cantatore (Libero Bovio – Gaetano Lama, 1922), ‘E ppentite (Libero Bovio – Ferdinando Albano, 1925) – fino al 2018 quando lo stesso Marcello Smigliante Gentile compone ‘Suspiro’, nuovo mattoncino nella grande muraglia della tradizione musicale napoletana.

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Sono in tutto dieci i brani riproposti dal trio e ogni singolo rappresenta a modo suo Napoli e la napoletanità. C’è la canzone tipica della sceneggiata, c’è il brano umoristico, la serenata, la ‘tragedia’.

Dietro il progetto del trio c’è la voglia di conoscere e di omaggiare un patrimonio artistico di inestimabile valore. Nessun calcolo sul possibile target da raggiungere, nessuna operazione studiata a tavolino strizzando l’occhio a brani che tutti conoscono e che tutti hanno già cantato ma “solo una cosa come ci piaceva fare e senza porci troppe domande”.

La canzone napoletana non è una reliquia da museo. Non è un corpo senza ossigeno da dover mummificare.
I suoi spartiti, le sue copielle, non sono pergamene da santificare bensì testamenti da celebrare.
Questa l’intuizione, l’intenzione e l’ambizione del trio.
L’ensemble – che nel nome evoca il singolo omonimo realizzato da Pino Daniele nel disco d’esordio Terra mia (1977), quale ideale punto di connessione tra il classicismo mediterraneo e la ostinata ricerca di essere contemporanei – è attivo dal 2016 e via via ha sviluppato un credo rigoroso e intransigente. Tanto da diventare una vera formazione orchestrale che viaggia dentro le melodie e i ritmi, e circumnaviga le serenate e le canzoni umoristiche per far tornare alla luce – oggi – quel mistero e quella sapienza compositiva e di interpretazione che ha reso la canzone napoletana una disciplina. Alias un patrimonio immateriale. Suonno D’Ajere è la volontà religiosa di avere fede nel canzoniere e nella madrelingua del golfo. Senza imbarazzi.

Parole e musiche che, dal giorno della loro creazione, vengono riproposte senza soluzione di continuità e ogni volta che ciò accade acquistano nuova vitalità, forza e freschezza pur restando fedeli a sé stesse. Cambiano gli interpreti e gli esecutori ma la loro forza resta immutata a dispetto del tempo.

 

Per saperne di più:

Intervista ai Suonno D'Ajere

Musica, Suonno d'ajere canta "Suspiro" nella redazione di Repubblica Napoli

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