La Cassazione: sussiste la responsabilità medica se viene omessa diagnosi preventiva della malattia

Scritto da Andrea Amiranda Il . Inserito in Linea di Confine

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La Corte di Cassazione ha affermato la responsabilità del medico per i pregiudizi subiti dal paziente nel caso in cui questi avrebbero potuto essere scongiurati o mitigati grazie ad una diagnosi preventiva.

La scorsa settimana la Suprema Corte si è pronunciata nuovamente sul tema della responsabilità medica con la sentenza n. 8461/2019. In particolare, questa ha ritenuto sussistente il nesso causale tra una condotta di tipo omissivo del medico ed il pregiudizio subito dal paziente allorché il medico avrebbe potuto evitare o differire quest’ultimo mediante un’analisi più approfondita del caso specifico.


In particolare, vittima inconsapevole della vicenda è una donna a cui non era stato diagnosticato tempestivamente il tumore che, di lì a poco, le avrebbe tolto la vita.

Sarebbe potuta andare diversamente? La Cassazione si è trovata a ragionare su questo punto, e se, cioè, una tempestiva diagnosi avrebbe potuto, in qualche modo, scongiurare l’evento o, quantomeno, mitigarlo. Nelle motivazioni della sentenza viene chiarito che, tutte le volte che il pregiudizio subito dal paziente sia la morte, il giudice di merito, ai fini della valutazione della sussistenza del nesso di causalità, dovrà applicare la regola della “preponderanza dell’evidenza” ovvero del “più probabile che non”.

In conclusione, i Supremi giudici hanno stabilito che l’aver anticipato il decesso di una persona già destinata a morire (a causa di una patologia che la affligge) costituisce comunque una condotta legata da un nesso di causalità all’evento-morte e, come tale, ingenera nel danneggiato (e nei suoi prossimi) il diritto ad ottenere il risarcimento del danno.

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