Piano City Napoli: Intervista al Maestro Carlo Mormile

Scritto da Rita Felerico Il . Inserito in Musica

Carlo Mormile Na 03.06.2015 018 2

Un incontro, in occasione di Piano City Napoli, con il M° Carlo Mormile, docente presso il nostro Conservatorio di San Pietro a Majella. Attento, esperto ricercatore di nuovi linguaggi musicali, anche quelli che legano la musica alla poesia, alla parola letteraria, il M° è uno dei protagonisti dell’evento che vede la nostra città – unica dopo Milano – aprirsi alla musica e al suo fascino. In Piazza Plebiscito per l’inaugurazione si era in 10mila!

Maestro siamo alla sesta edizione di Piano City Napoli e la manifestazione- nel tempo - è diventato un appuntamento capace di coinvolgere tutta la città, la periferia, i comuni limitrofi portando la musica oltre che nei musei e negli spazi d'arte anche nei luoghi non abitualmente ospiti della musica, come gli ospedali, le palestre e le case, i salotti dei napoletani. Cosa caratterizza questa edizione rispetto alle altre?

Ho partecipato a Piano City sin dalla prima edizione. Ciò che mancava era l'apporto delle istituzioni musicali. Con questa edizione la presenza dei conservatori campani, in particolare di S. Pietro a Majella, e dei licei musicali completa la filiera del mondo pianistico partenopeo.

Pensando già alla prossima edizione, quali progetti ha in campo?

Ho diversi brani pianistici che ho recentemente composto. Devo decidere se dare a questi brani una veste discografica pianistica o strumentarli per orchestra. Se dovessi decidere di lasciarli nella versione pianistica, la prossima edizione di Piano City sarà l'occasione per la presentazione del mio lavoro discografico.

Come musicista le chiedo: qual è la 'bellezza' che la spinge a partecipare ad un evento come questo?

Suono il pianoforte da quando avevo sei anni. Questo strumento è nei fatti un’appendice di me stesso. Piano City è la festa che celebra il pianoforte, quindi non posso fare a meno di celebrare anch'io questo compagno di vita.
Il segreto, la magia che rende possibile un concerto – come quello della inaugurazione in Piazza Plebiscito - con 21 pianoforti in scena
La magia non può essere spiegata altrimenti perde la sua forza. La partecipazione all'evento magico come esecutore o come spettatore è elemento di un unico flusso energetico, che consente a chi lo vive di modificare il proprio stato di coscienza e di accedere a nuove dimensioni dello spirito.

Cosa la sorprende di più nella realizzazione e poi nel vivere - con la presenza di tanto pubblico - questo evento?

La presenza di un folto pubblico rafforza il concetto che ho definito in precedenza. Maggiore è la presenza di chi partecipa al rituale magico, maggiore è il flusso di energia che si sprigiona.

Lanci un messaggio: cos'è la musica per lei? E il pianoforte?

La musica e il pianoforte hanno rappresentato e rappresentano il mio principale strumento di interpretazione del mondo, sia per ciò che attiene al quotidiano, sia per ciò che attiene ai cosiddetti piani sottili.

 

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