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Adesso, una nuova stagione delle riforme!

Scritto da Francesco Miragliuolo Il . Inserito in Vac 'e Press

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Nicola Zingaretti è stato proclamato segretario del Partito Democratico, adesso deve soltanto nominare la segreteria e dettare l’agenda politica, la quale dovrà discostarsi fortemente da quella degli ultimi anni.

In tanti, nel Partito, parlano di una nuova stagione delle riforme che prosegua quel processo avviato da Matteo Renzi, anche in termini Costituzionali. Inutile dire che si tratterebbe di un suicidio, i quanto il popolo sovrano ha parlato tramite il Referendum, bocciando Matteo Renzi prima, e una pessima riforma costituzionale poi.

Quello che servirebbe adesso è una stagione volta ad attuare la Costituzione, per tanti rimasta programmatica, e mai diventata percettiva.
Potremmo partire dall’articolo che tutti citano e nessuno conosce a fondo, l’articolo 1. Il secondo comma afferma che “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

Allora come dare attuazione a questo disegno? Potremmo partire parlando di una nuova riforma elettorale, di stampo proporzionale, garantendo anche alle minoranze di partecipare al governo della cosa pubblica, facendo in modo che siano i cittadini a scegliere chi votare. In secondo luogo, dovremmo razionalizzare fortemente l’utilizzo della questione di fiducia e dei decreti legge, che vanno ad esautorare il Parlamento eletto dal popolo.
Poi, creando un sistema di integrazione e di accoglienza (magari europeo) multiculturale, andremmo a dare attuazione al principio di solidarietà di cui all’articolo due.

Resta da sciogliere il nodo del principio di uguaglianza sostanziale, dove, a parere mio, si fonda il nostro welfare.
Lo Stato famiglia, come lo chiamo io, che accompagna i figli fino alla crescita, è stato messo in crisi da visioni risparmiste e liberiste, tipiche della destra, il problema è che queste concezioni sono state attuate anche dalla sinistra del recente passato, disgregando lo Stato sociale italiano.
Potremmo partire con l’abolizione del fiscal compact, passando per una patrimoniale ai ricchi, compiendo una seria lotta all’evasione fiscale, in modo da riavviare il processo di redistribuzione, attuando tantissimi articoli della Costituzione (32, 34, 47, 53).

In seguito, dovremmo ampliare le tutele ai lavoratori, abbattere il costo dei contributi, così come proposto da Visco, cercando di favorire le assunzioni e di migliorare la qualità dei rapporti di lavoro, attuando l’articolo 4.

Il nodo cruciale, che urge essere riformato, è il Titolo V, il quale dalla legge Costituzionale 3/2001, ha fatto sì che la Corte Costituzionale diventasse il deposito dei conflitti di attribuzione, dovuti ad una riforma costituzionale che è incostituzionale. Un paradosso tipico della peggior classe dirigente della sinistra italiana.
Insomma, possiamo parafrasare così quanto detto sopra: abbiamo un’automobile capace di vincere il Gran Premio, il problema sono i piloti che sono incapaci di guidarla e questi ultimi incolpano l’automobile.
Per loro è troppo difficile da guidare.