Vinitaly 2019

Scritto da Maddalena Maria Sorbino Il . Inserito in Vac 'e Press

Vinitaly 2019

Ogni anno, dal 1967, a Verona si organizza il salone internazionale del vino e dei distillati: il Vinitaly. L’evento si estende per oltre 95000 m² e conta più 4000 espositori l’anno tra produttori, importatori, distributori, ristoratori, tecnici, giornalisti e opinion leader, e registra circa 150000 visitatori per edizione.

 

Si allestiscono anche oltre cinquanta degustazioni di vini italiani e stranieri e numerosi convegni che affrontano i temi principali legati alla domanda e all’offerta del mercato del vino.

Naturalmente, oltre agli spazi dedicati all’esposizione, vi sono negozi, dove poter acquistare i prodotti ed aree destinate esclusivamente al Made in Italy che si preoccupano di far conoscere le aziende emergenti.

In questa situazione, si organizzano perciò concorsi e premi internazionali. Tra i più noti ricordiamo: il “Concorso Enologico l’Internazionale”, l’ “International Packaging Competition” e il “Premio Internazionale Vinitaly” che si preoccupa di promuovere la cultura del vino nel mondo.

Quest’anno, durante la 53esima edizione, è stato possibile parteciparvi fino al 10 aprile e sono state 4600 le aziende provenienti da più di 30 paesi differenti, che hanno esposto i loro prodotti.

Se l’anno scorso il successo portò al sold out, quest’anno il Vinitaly si è superato aumentando il numero di venditori, sono difatti oltre 130 i nuovi espositori diretti.

Il Vinitaly Design e l’Organic Hall, hanno portato un pizzico di novità.

Crescono sempre di più le etichette di vini biologici, forse proprio perché oggigiorno si tende ad essere sempre più attenti ai temi riguardanti l’ambiente. Proprio per questo, quasi 3300 su 18 mila etichette, appartengono ai vini biodinamici o prodotti con tecniche di agricoltura biologica.

L’Organic Hall è proprio uno spazio creato per questo genere di articoli concepiti secondo la normativa europea, ed esso a sua volta accoglie il VinitalyBio.

Vinitaly Design invece comprende non solo i prodotti, ma anche gli accessori che perfezionano l’offerta legata alla promozione del vino: oggetti per la degustazione e per il servizio, gli arredi e il packaging. Inoltre, nel padiglione in cui è inserito, vi si trovano anche le soluzioni hi tech e digital più innovative per la vitivinicoltura, l’olivicoltura e la produzione di birra, sempre però tenendo conto di soluzioni a basso impatto ambientale.

La regione Campania si è presentata in maniera molto positiva alla fiera, specialmente le aree del Sannio e l’Irpinia sono state più volte acclamate durante queste giornate. Molti sono stati i produttori campani, anche giovanissimi, che hanno scelto di intraprendere una produzione di qualità nella loro terra. Per questo, le loro idee e il loro modo di produrre, hanno fatto si che i rispettivi padiglioni fossero affollatissimi, attirando un mare di curiosi visitatori.

Grazie ad uno studio fatto dall’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, ci si può rendere conto della posizione che occupa il vino prodotto in Italia: il nostro paese, ha ancora molto da dare al mondo, anche se è cresciuto tantissimo nelle vendite specialmente quelle dedicate al mercato Asiatico.

Per questo, si prospetta un futuro piuttosto interessante, nel quale si cercherà di individuare nuovi mercati di sbocco, che permettano di abbinare anche il vino al turismo, idea che potrebbe far crescere molte regioni.

Il Vinitaly offre tanti spunti positivi per gli appassionati del genere e apre ad esperienze sensoriali (e non) che permettono di conoscere i punti di vista degli imprenditori del mondo.

Imparare dalle altre culture e dagli altri modi di fare è importante per far si che l’Italia possa crescere ancora.

Banner AIRC