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Una lapide commemorativa per Domenico Paduano

Scritto da Francesca Ciampa Il . Inserito in Port'Alba

Paduano

L’inaugurazione della lapida commemorativa per lo scultore Domenico Paduano, avvenuta lo scorso 24 Marzo presso la Parrocchia SS. Salvatore di Pompei, ha determinato un altro grande riconoscimento alla carriera dell’artista.

La scelta di dedicare una lapide commemorativa allo scultore Domenico Paduano si basa sul fatto che all’interno della stessa parrocchia siano attualmente presenti numerosi interventi dell’autore. Il riconoscimento, come si può leggere da quanto inciso sulla lastra marmorea è dedicato all’artista come “sculptori eximio qui cogitavit, restituit atque persequit hanc curiam vere capaciter sive genialiter curialès hanc memoriam grato corde Anno Domini MMXVIII dicaverunt”.

Domenico Paduano nacque nel Comune di Scafati, sezione Valle di Pompei, il 20 gennaio 1916 da Bernardo, noto costruttore edile, Cavaliere Pontificio, e da Carmela Nocerino. Frequentò da ragazzo la scuola d'arte. Prestò servizio militare a Belluno. Partecipò alla seconda guerra mondiale combattendo sul fronte greco. Fu fatto prigioniero dai Tedeschi a Lepanto e deportato in Germania in campo di concentramento ad Amburgo, motivo per cui fu insignito della medaglia d'onore della Repubblica. Dopo la guerra fu allievo a Roma, a villa Massimo, del maestro Marino Mazzacurati, e frequentò gli studi di Emilio Greco e Pericle Fazzini. Le sue opere sono esposte in edifici di istituzioni pubbliche e private in Italia e all'estero.

Una figura come quella dello scultore sembra ovviamente meritare un riconoscimento del genere ma ciò che dovrebbe lasciar sbalordito il lettore è il legame che l’artista aveva con l’edificio sacro che oggi ne accoglie la lapide commemorativa. Il rapporto tra la famiglia Paduano e la Parrocchia ha radici profonde: nel 1966 il Parrocco dell’epoca, Baldassarre Cuomo, incaricò lo scultore di rinnovare la chiesa secondo l’estro artistico del tempo nella speranza di aumentare così anche la presenza del numero dei fedeli durante le cerimonie.

La risposta dell’artista non tardò ad arrivare: fu così che, sulla base dei bozzetti preparativi e dei disegni di progetto dello scultore, venne realizzata una vetrata in lastre provenienti da Murano. In aggiunta fu realizzato un altare su masso vesuviano che venne rivolto al pubblico in ossequio a quanto richiesto dal Concilio Vaticano II e infine furono realizzati, dallo stesso artista, il panno di Cristo e una Fonte Battesimale in rame.

Nella stessa chiesa, però non tutti sanno che, anche il padre dell’artista, Bernardo Paduano partecipò con le sue maestranze alla realizzazione di trasformazione alcuni decenni prima. Impegno che, all’epoca della fine dei lavori, valse al padre una lapide commemorativa. Infatti, ecco comparire oggi due lapidi, quella di un padre e di un figlio, che hanno da sempre impiegato le loro capacità al servizio della fede, aspetto che accomuna ancora tutt’oggi la famiglia Paduano.