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Un pentagramma di Croci, disegno di un artista, Lucio Iezzi a Donnaregina Vecchia, con la mostra nel di segno della Croce

Scritto da Rita Felerico Il . Inserito in Mostre

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Ognuno possiede nel silenzio dell’interiorità le immagini del proprio linguaggio intrecciate con le cifre e i simboli di altre parole, di altri linguaggi stati nostri, che sono parte della nostra storia familiare e collettiva, della nostra memoria di individui in cerca di altri individui, da incontrare, con i quali parlare e dialogare.


La Croce è uno di questi simboli, è una cifra di quell’alfabeto che non ha bisogno di studio per essere letto e pronunciato. Il pensiero al primo impatto - nel visitare la mostra di Lucio Iezzi “Nel Disegno della Croce” allestita nello spazio essenziale ma così intriso e abitato da tanta storia di Donnaregina - si è infatti immediatamente lasciato andare ai ricordi, ai dolori, alle ferite mai rimarginate, alle gioie conquistate, ai momenti di felicità, al bisogno di risalire verso la luce dopo il buio delle sofferenze e della violenza in un continuo di visione e bisogno di condivisione.
Le bellissime parole di Don Adolfo Russo Direttore del Museo Diocesano di Napoli e Vicario Episcopale per la Cultura della Diocesi di Napoli che aprono un elegante, maneggevole catalogo, narrano con semplicità e profondità tutto questo ‘sentire’, indicando nell’artista – designer- architetto un ‘novello’ Virgilio, azzardo a definire, capace di condurci in un viaggio non solo artistico, emozionale e filosofico, estetico e letterario, ma proiettato nella mappa del futuro dei visitatori.
Ognuno può riconoscersi, immedesimarsi, prendere fra le mani o custodire nel cuore una o più di quelle cento Croci, di metallo, di legno, di pietra, di vetro e percorrerne gli intrecci, gli incroci, accarezzando con gli occhi le forme lisce, levigate, rudi, colorate, anche ferendosi fra qualche spina.
Gettata sbilenca, quasi a cadere, sull’altare spoglio e polveroso, coperta ‘per la vergogna’, maturata dalla nostra incapacità, sugli scalini che conducono all’altare e su cui scivoliamo per indifferenza, la Croce si ritrova nello sguardo interiore, dentro le vetrine di un percorso formato dal lavoro e dalla laboriosità dell’artista, come Croce pronta a dichiararsi non solo non vittima o sconfitta, ma unica forza in grado di rinnovarsi e risorgere.
Curata con sensibile maestria da Simona Perchiazzi, l’esposizione inedita site specific sarà aperta tutti i giorni – tranne il martedì – dalle 9.30 – alle 16. 30 e la domenica dalle 9.30 – alle 14.00 fino al 29 aprile 2019.
Info: Complesso Monumentale Donnaregina, Largo Donnaregina – Napoli 081 5571365
CENNI BIOGRAFICI
L’architetto Lucio Iezzi classe 1950, nel 1968 si diploma presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, città in cui prosegue gli studi universitari in Architettura presso il Politecnico dove consegue la laurea nel 1975.
In questa Facoltà segue i corsi di industrial design tenuti da Achille Castiglioni e Bruno Munari, uno studio che lo porta ad una impostazione di“…un linguaggio espressivo immediato, fatto di un’estetica mai preordinata ma consequenziale e interamente giustificata da una visione progettuale suggerita da processi costruttivi …” (Nelson Di Maggio, 1998).
A metà degli Anni ’80 si concentra nel settore argentiero, con una produzione in proprio e successivamente su una ricerca specifica sul gioiello, impostata sul design di soggetti "concepiti per la manualità" e ispirati spesso da nuove logiche costruttive sperimentali, in cui si propone una sintesi estetica del tutto personale.