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Radioterapia hi-tech: nuovi modi di gestire le metastasi

Scritto da Maddalena Maria Sorbino Il . Inserito in Linea di Confine

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Attualmente il tumore è la seconda causa di morte a livello mondiale. Nel 2018 sono state circa 9,6 milioni le persone affette da questo male, ma la fiducia nei confronti della medicina sembra non svanire, con la speranza che si possano trovare soluzioni sempre migliori e all’avanguardia che possano fronteggiare questa malattia.

Negli ultimi anni, infatti, sono stati fatti numerosi passi avanti, soprattutto grazie alla tecnologia, validissima alleata per il futuro dell’umanità.
L’Ospedale Sacro Cuore don Calabria di Negrar, situato nei pressi di Verona, è stato il primo ad aver testato un nuovo modo di eseguire la radioterapia, che si propone di eliminare le metastasi dal midollo spinale. Al momento sembra un palliativo e non una vera e propria cura, ma ci sono tutte le carte in regola affinché questa soluzione possa avere il dovuto sviluppo.
Non è un apparecchio, ma un sistema integrato all’interno del quale vi è un software sviluppato nella californiana Silicon Valley, area rinomata e popolare, nota per gli studi della tecnologia di precisione. Attraverso questa tecnica, il radiochirurgo ha la possibilità di intervenire con precisione sulla superficie vertebrale interessata in sedute che durano dieci minuti ognuna, senza chiaramente guastare il midollo spinale.
È possibile, nonostante ciò, evitare di danneggiare la vertebra sana. Ciò avviene grazie anche all’impianto che permette di ripristinare un’immagine tridimensionale del tessuto da irradiare sull’acceleratore lineare di alta precisione, in modo tale da non avere né effetti collaterali né scottature sulla pelle, nonostante le dosi di radiazione siano fino a quattro volte superiori rispetto a quelle di una radioterapia tradizionale.
Fino ad oggi, gli esperti hanno testato questo nuova cura anche su casi molto complicati raggiungendo risultati con applicazioni di pochi minuti e operando, a volte, parallelamente su metastasi multiple.
Hanno reclutato pazienti oligo metastatici, cioè individui che sono agli inizi della malattia metastatica e che quindi beneficiano anche di una buona salute complessiva grazie alla quale vi sono più possibilità di sradicare le cellule malate.
È probabile che la radioterapia di precisione (detta stereotassica) possa essere applicata anche ad altri organi, consentendo di curare una molteplicità di tumori in qualsiasi circoscrizione del corpo.
La conseguenza della velocità e dell’efficienza sarà, dunque, la possibilità di curare più pazienti, opera che non potrebbe che migliorare la situazione, in una realtà sanitaria che specialmente in Italia sembra essere sempre più trascurata. È una vera e propria rivoluzione per quanto concerne la gestione delle metastasi celebrali e del midollo spinale.