“Caravaggio Napoli”: dialogo tra il Merisi e la città di Napoli al Museo e Real Bosco di Capodimonte

Scritto da Felicia Trinchese Il . Inserito in Mostre

Caravaggio Napoli

A quindici anni dall’ultima esposizione su Caravaggio che Capodimonte ha ospitato, nuove scoperte e recenti dibattiti internazionali hanno dato vita ad una nuova mostra visitabile fino al prossimo 14 luglio.

“Caravaggio Napoli” è stata realizzata con il contributo della Regione Campania, in collaborazione con il Comune di Napoli e con il sostegno di Aeroporto Internazionale di Napoli. Molto importante è stato il sostegno di Crédit Agricole Italia che ha contribuito alla mostra con il restauro di ben quattro opere, proseguendo, così, la collaborazione iniziata con il mondo dell’arte nel 2010 proprio in occasione della mostra di Caravaggio tenutasi a Roma.


L’esposizione costituisce un’occasione unica nel panorama di molteplici iniziative espositive sull’opera di Caravaggio, consentendo una maggiore comprensione dei suoi anni a Napoli e della loro importanza per lo sviluppo della pittura in Italia e in Europa. “Caravaggio Napoli” approfondisce il periodo napoletano del pittore e anche l’eredità lasciata alla città partenopea. L’intensa resa della passione e dell’istinto nei dipinti più iconici realizzati dall’artista lombardo nel periodo in cui visse la nostra città identifica sia il suo stile che la sua personalità.


Il legame di Caravaggio con il nostro territorio fu all’epoca così forte tale da incidere sulla Scuola napoletana e sulla costituzione della poetica del naturalismo partenopeo. Anche gli artisti più giovani furono influenzati, come Caracciolo o Santafede, e tentarono di emularlo. “Caravaggio Napoli” crea un dialogo tra il Merisi e gli altri artisti mettendo a confronto le loro opere.


Il primo e più potente dialogo presente in mostra è tra “La Flagellazione” conservata proprio a Capodimonte e l’eccezionale prestito de “La Flagellazione” del Musée des Beaux – Arts di Rouen, assente da Napoli da ben trentacinque anni. Il raffronto si arricchisce dell’esposizione di una copia del dipinto di Rouen insieme ad alcuni quadri ispirati ad esso, quali “La Flagellazione” di Santafede da poco restaurato. Sono messe, inoltre, a confronto la “Salomé” di Caravaggio custodita a Londra e quella di Madrid insieme ad alcune grandi interpretazioni realizzate da Caracciolo ed altre da Massimo Stanzione.


Il percorso espositivo presenta, poi, opere mai esposte in Italia anche del pittore Louis Finson (fu uno tra i primi amici, seguaci e copisti di Caravaggio a Napoli) tra cui “Il martirio di San Sebastiano”. Chiude il percorso espositivo l’ultimo dipinto realizzato da Michelangelo Merisi in città, “Il martirio di Sant’Orsola”, affiancato ad una interpretazione di Giovanni Bernardino Azzolino.


Per la mostra “Caravaggio Napoli”, Google Arts & Culture ha collaborato con il Museo e Real Bosco di Capodimonte per la ripresa ad altissima risoluzione dei tre dipinti napoletanti dell’artista (“Le sette opere di Misericordia”, “La Flagellazione di Cristo”, “Il martirio di Sant’Orsola”) attraverso la tecnologia Art Camera, in tal modo gli utenti di tutto il mondo possono osservare tali opere nei minimi dettagli anche a distanza.

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