“La personale di Simona Weller: la pittura è facile e difficile come l’amore”

Scritto da Francesca Ciampa Il . Inserito in Mostre

la pittura è facile e difficile come lamore

Fino al prossimo 25 Maggio sarà possibile visitare, gratuitamente, l’evento artistico “La pittura è facile e difficile come l’amore” nonché personale dell’artista Simona Weller. La mostra si svolgerà negli ambienti della Galleria “Tiziana Di Caro” sita a Piazzetta Nilo, 7 a Napoli.


Il primo gesto d’arte compiuto dall’artista va riconosciuto nella scelta del titolo della mostra, ispirato ad una poesia che Cesare Vivaldi le dedicò nel 1974. L’evento, infatti, è caratterizzato principalmente da tre cicli visivi che hanno definito le fasi del lavoro svolto dall’artista durante la sua carriera dagli anni Settanta ad oggi.
Infatti Simona Weller è solita dipingere con le parole, le quali vengono scelte in base alla loro grafia e alla loro brevità. Dalla sovrapposizione dei colori primari con quelli complementari dei suoi pastelli ad olio, l’artista riesce a produrre una texture intrisa di significato ma leggibile solamente a distanza. Per tale motivo Simona Weller spesso utilizza parole di differenti dimensioni come nel caso dell’opera “Plenilunio” in cui l’artista utilizza una scrittura connotata in maniera macroscopica al fine di riprodurre i frammenti della parola scelta (in questo caso il mare). La volontà di giocare con queste suggestioni dimensionali provoca nel visitatore un effetto di attrazione verso quella sinergia profonda tra l’immagine e il suo segno.


Nello specifico, il “Plenilunio” è un’opera cardine della sua produzione e richiama proprio le tecniche utilizzate dall’artista: lo squarcio di luce che lo denota viene reso attraverso intense variazioni cromatiche che poste in ruolo di protagonista rilevano il significato profondo dell’opera.
Diversamente nella seconda sala ci sono le opere in cui si evidenzia la capacità dell’artista di “dipingere con le parole”, infatti attraverso la sovrapposizione di parole dipinte con olio solido si possono creare fitte giustapposizioni che, viste a distanza, restituiscono panorami emotivi come il movimento del mare o del vento, i prati oppure la luce dell’alba. In questa tecnica non vi è mai mescolanza ma solo una sintesi formale delle rappresentazione grafiche dei segni della scrittura. In questo senso i maestri ai quali si ispira sono proprio George Seurat, Vincent Van Gogh e Cloude Monet che fanno del colore la base della loro produzione.


Nella terza sala invece ci sono delle lavagne sulle quali Weller riproduce dei veri e propri temi, come quelli che ognuno di noi ha dovuto affrontare a scuola. Alla base di questo messaggio, l’artista celebra la tavola di ardesia come tratti di libertà del campo infinito del pensiero. Tratta un luogo di ansia e insicurezza umana con un approccio limpido e giocoso attraverso l’uso di una scrittura infantile, quindi grande e leggibile.
Insomma una mostra da non perdere, ricca di significato e simbolismi che porterà il visitatore a riflettere e al tempo stesso a stupirsi attraverso un grande simbolismo di base.

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