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Simon Claviere-Schiele : “Di Lava e di Seta”

Scritto da Luca Murolo Il . Inserito in Mostre

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L’Istituto Grenoble di via Crispi ci propone una mostra di un artista francese che a molto a che vedere con la nostra città. Simon Claviere-Schiele, ha studiato a Napoli e a Venezia, e nell’ambito della “Serata Franco-Partenopea”, si inaugura la sua mostra “Di Lava e di Seta”, che sarà visitabile dal 6 maggio al 6 luglio.


Già arrivando nei pressi del bel palazzo progettato dall’architetto Lamont Young, si possono ammirare i gran foulard stesi tra un lato e l’altro della strada, come se fossero panni messi ad asciugare, e così l’artista introduce la sua esposizione, con un pizzico di “napoletanità”. Entrando si vede subito il doppio scalone ornato ancora dai foulard di Simon, ma la mostra vera e propria si svolge nella sala Noir&Banc, che si apre sulla destra salendo. L’artista ha voluto raccontare “qualcosa di Napoli”, e scusate se gioco citando la nostra rivista, ma la tentazione è stata troppo forte, su 16 drappi di seta, ricordando così le Seterie di San Leucio, eccellenza campana, con il calore ed i colori della lava del Vesuvio, da cui il titolo.WhatsApp Image 2019 05 16 at 2.59.54 PM 2

Il rosso acceso ed una testa di toro adornata da cordoni d’intestino, per descrivere le bancarelle dei venditori di trippa, presenti ovunque a Napoli, fin dall’antichità. La trippa a ricordare le viscere, la parte più interna ed umorale della città, che con i suoi giri viziosi, imprevedibili, disegna ghirigori come i meandri stessi del sottosuolo, la parte più intima ed interna della città stessa. Ed ancora un’opera sulle catacombe, Il mondo di sotto. E san Gennaro, raffigurato con un’aureola di cravatte che spuntano, come i raggi del sole, da dietro alla mitra. E Capri, dipinta in un’orgia di blu e di altri simboli nostrani. La vicinanza e lo stesso rapporto con la Francia è presente in varie opere: è l’artista stesso o Alexandre Dumas, altro Francese affascinato da Napoli, che legge l”Indipendente”, giornale diretto e fondato dallo scrittore attorno all’830, con cui promuoveva principi liberali sotto il naso dei Borbone. Uno spaghetto unisce idealmente Pulcinella ed una “Dame”, con lo sfondo di piazza Plebiscito. E poi ci ricorda che fu il parigino Guillaume Coittrau con suo figlio Theodore, a portare le canzoni e le melodie napoletane a Parigi, ed a contribuire così, alla loro diffusione nel mondo. Ed ancora simboli napoletani, la pizza, le carte da gioco, e così via.

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Simon Claviere-Schiele, parigino di quarant’anni, artista eclettico, pittore e musicista, come abbiamo già detto ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli e di Venezia, è un amante dell’Italia, e di Napoli in particolare. Ha vissuto 15 anni in Africa, in Eritrea, ad Asmara, dove era addetto culturale presso l’Ambasciata di Francia. Non è la prima volta che dipinge su seta, creando opere che somigliano a dei grandi foulard, infatti ha esposto in Cina con “Silk road”.

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