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Il valore dei classici

Scritto da Maddalena Maria Sorbino Il . Inserito in Vac 'e Press

Omero

È nota l’importanza data ai classici latini e greci nelle epoche di rivoluzione ed evoluzione.
Oggi, si sa, non è così. I giovani (e non solo!) non prestano più la giusta importanza ed attenzione ad opere così piene di futuro, di vita e di possibilità.
Ma cos’è realmente un classico?


Molti sono stati gli studiosi che hanno tentato di dare una definizione a questo genere di letture.
Una delle più rilevanti è quella di I. Calvino che a tal proposito, scrisse: “Un classico è un'opera che provoca incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla di dosso”.
Ecco: il classico è al di là di tutto, è oltre, non è l’antico. Esso invade la mente, aggredisce le convinzioni e le spazza via, aprendo nuovi confini e poi abolendo anche quelli.
Quando si legge un classico, non ci sono barriere che tengano alla potenza della cultura, del pensiero e ad ogni rilettura, il comprendere si fa sempre più intenso, si sconfiggono i tempi, le norme e le mode, perché sono talmente tante le sfumature del sapere, che esso con forza irrompe per cambiare ogni uomo.
Attualmente, si tende ad essere sempre privi di domande, di interesse e desideri. Ed è questa la grande piaga che porta ad abbandonare su uno scaffale queste opere, credendole noiose.
Tuttavia, anche in un’era così buia, Omero, Esopo, Tacito, Virgilio e Sofocle, hanno tanto da insegnare, perché restituiscono i valori dell’humanitas e la moralità che manca, riconsegnando quell’essenza eterna dell’uomo che forse è stata dimenticata.
Le epoche che mettono in discussione questa grandezza, sono quelle che si sono spente o si stanno spegnendo. Calvino spiega che un classico è per sempre, da loro inizia tutto, anche il modo di capire i sentimenti e gli atteggiamenti umani.
Bisogna, perciò, esorcizzare questa inerzia ed entrare un universo che può fare solo bene alle confusioni, alla fretta e alla routine del nostro secolo.
Ma da dove iniziare? Si consiglia dagli intramontabili: Cicerone e Sallustio, ad esempio, offrono un punto di vista differente di uno stesso avvenimento, ossia la congiura di Catilina. Anche i dialoghi di Platone sulla politica possono essere un vero e proprio vacillo di conoscenze a riguardo oppure le nobili e dolci scritture di Sant’Agostino. Per tornare bambini, invece, possiamo affidarci ad Esopo.
Insomma: leggere, leggere e leggere ancora! Anche se talvolta a primo impatto possono sembrare arcaici e complicati, scritti in modo troppo difficile, i classici, possono restituirci un modo del tutto nuovo di vedere la vita.