fbpx

Napoli d’arte: Il sogno di Bayard e l’ingegneria borbonica

Scritto da Francesca Ciampa Il . Inserito in Mostre

Galleria Borbonica

La Galleria Borbonica, sita in via Domenico Morelli 61, accoglierà fino al prossimo 10 Giugno una nuova splendida mostra “Il Sogno di Bayard e l’ingegneria borbonica”.

L’evento sarà visitabile il Venerdì, il Sabato e la Domenica durante quattro fasce orarie: 10.00, 12.00, 15.00 e 17.00. Il costo del biglietto è di 10 € e garantisce oltre la mostra anche la possibilità di effettuare il percorso standard all’interno degli ambienti della Galleria.
La scelta della location non è casuale, la Galleria Borbonica infatti rappresenta una sezione di circa 500 metri della grande mappa viaria sotterranea della città di Napoli. Il sito si estende esattamente da via Domenico Morelli a via Gennaro Serra. La galleria stessa rappresenta un viadotto architettonico costruito nel 1853 da Errico Alvino per editto del re Ferdinando II di Borbone.
La volontà del re era quella di ottenere un passaggio sotterraneo che congiungesse il Palazzo Reale con piazza Vittoria al fine di poter arrivare in prossimità delle caserme e del mare in situ locate. Oggi potremmo definire quest’opera come una sapiente infrastruttura in quanto consentiva il passaggio diretto (sotterraneo) sotto al Monte Echia.


In tal modo vengono messe in collegamento due grandi opere realizzate durante il regno di Ferdinando II, quella dei tunnel sotterranei che aggiravano gli ostacoli fisici naturali e quello delle linee ferroviarie che coprivano le lunghe distanze, entrambe soluzioni che incidevano sulla velocità del raggiungimento di un luogo.
La mostra è dedicata a “Le chemin de fer de Napoli-Portici à Nocera et Castellammare”, cioè alla prima linea ferroviaria in Italia realizzata proprio nei suddetti tratti. L’evento metterà a disposizione la possibilità di vedere le riproduzioni dei disegni originali, di questa opera ingegneristica straordinaria, custoditi solitamente presso l’École Nationale des ponts et chaussès di Parigi.


L’evento racconta come dal 3 Ottobre del 1839 il sistema di spostamenti del regno venne completamente stravolto e con esso quello poi dell’intero territorio nazionale. Attraverso un sistema di rappresentazione il fruitore può percepire il lavoro dell’ingegnere Armand Joseph Bayard de la Vingtrie che propose la nuova invenzione alla corte reale. Infatti prima dell’introduzione della cosidetta “strada di ferro”, popolazione borbonica era costretta a coprire immense distanze con mezzi di spostamento lenti e vulnerabili come le diligenze.


La mostra si suddivide in cinque sezioni, ognuna delle quali funge da tappa narrative nel percorso espositivo. La prima sezione è dedicata alla linea, la seconda alle stazioni, la terza ai ponti e ai viadotti, la quarta alle carrozze e la quinta ai binari e agli scambi. Per ognuna delle cinque parti è possibile osservare le piantine e le carte di studio e realizzazione di questo grande progetto.