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Whirlpool, chiude lo stabilimento di Ponticelli. A rischio 430 posti di lavoro: scontro tra governo e sindacati di categoria

Scritto da Elisabetta Di Fraia Il . Inserito in Il Palazzo

Whirlpool

Si prospetta lungo e complesso l’incontro previsto al Ministero dello Sviluppo economico tra Whirlpool e Luigi Di Maio. In questo stesso luogo, nell'ottobre 2018, le parti in causa avevano firmato un accordo grazie al quale l‘ azienda avrebbe dovuto rilanciare l'impianto di Napoli ricevendo notevoli incentivi, sgravi fiscali e ammortizzatori sociali.

Invece, dopo aver incassato gli incentivi la dirigenza della Whirlpool ha comunicato venerdì scorso la chiusura dell'impianto di Ponticelli, cancellando dallo scacchiere produttivo la storica fabbrica di via argine e licenziando in tronco circa 430 lavoratori. Come era prevedibile, nel vortice sono finiti anche i dipendenti dell'indotto, molti mono-commessa, che superano le mille unità. I lavoratori licenziati sono in presidio permanente da sabato mattina quando hanno ricevuto la visita dei rappresentanti nazionali di categoria e si sono detti pronti allo scontro. Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm sono pronti a chiedere al ministro Di Maio il rispetto degli accordi, anche perché fu proprio il leader 5 stelle a porsi come garante dell'accordo siglato in autunno. Subito dopo l'annuncio da parte di Whirlpool della decisione di vendere il sito di Napoli, una delegazione sindacale si è recata al Mise, per sottolineare la gravità della situazione e ottenere la convocazione del tavolo. "Qualsiasi ipotesi di modifica del piano e di chiusura di stabilimenti è per noi inaccettabile" ribadiscono i sindacati.’’Ed ancora,’’ la chiusura dello stabilimento è una cosa gravissima, anche perché meno di un anno fa è stato fatto un accordo al Mise che prevedeva invece investimenti ed il mantenimento di tutte le attività produttive. Non è accettabile. Serve una risposta immediata" afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, sottolineando che "Napoli e il Mezzogiorno hanno pagato già abbastanza e quindi credo sia necessario che anche il governo intervenga per far cambiare idea alla multinazionale e far rispettare gli accordi". Non sono mancate le reazioni del mondo politico L'annuncio della chiusura del sito Whirlpool di Napoli, che mette a rischio 430 lavoratori e le loro famiglie, costituisce un atto gravissimo da parte della proprietà, che si era impegnata ad affrontare con nuovi investimenti il piano di sviluppo e di rilancio dell'azienda su tutto il territorio nazionale. Intervenga immediatamente il governo e il ministro di Maio per evitare che l'ennesimo abuso nei confronti di lavoratori, che hanno sempre garantito il massimo della produttività, porti alla chiusura di uno dei siti industriali più importanti del Mezzogiorno". Così il deputato napoletano Gennaro Migliore, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, commenta l'annuncio della chiusura dello stabilimento della multinazionale americana.