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La banda del buco colpisce nel cuore di Chiaia

Scritto da Luca Murolo Il . Inserito in Succede a Napoli

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Martedì mattina, verso le 11,30, camminavo per via Crispi con passo veloce, come sempre quando ho servizi da sbrigare, quando attraversando la solitamente tranquilla via Pontano, noto un inconsueto movimento.

Un’auto dei Carabinieri è ferma d’avanti all’ufficio postale. Abito in zona, conosco molte persone, tra cui l’uomo che mi sta venendo incontro scuotendo lentamente la testa con fare incredulo. – Hanno rapinato l’ufficio postale!- mi dice prima che possa chiedergli io qualsiasi cosa.
Stavo andando in Banca ed a ritirare un contratto, ma mi ricordo, anche se mi occupo di tutt’altre cose, di essere un giornalista. Mi avvicino e cerco di capire. I ladri sono entrati da una galleria scavata attraverso le vicine fogne, ma qualcosa non deve aver funzionato a dovere, perché quando l’ufficio apre e gli impiegati entrano, sono ancora lì. Armati, prendono in ostaggio la direttrice, e tengono tutti sotto minaccia, con le armi in pugno. Portano a termine il colpo, e fuggono indisturbati da dove sono venuti. La direttrice ed un’impiegata sono colte da malore.


Quando arrivo io, l’ufficio è ormai chiuso. La scientifica ha già fatto tutti i rilievi del caso. Solo i Carabinieri sono ancora lì. Per chi non la conoscesse, via Pontano è una tranquilla stradina che collega via Crispi al corso Vittorio Emanuele. Quel troncone, da quando è stata chiusa via della Croce Rossa è diventato un vicolo cieco, solo chi ci abita passa da lì, perché non ha uscita. E si trova a solo una trentina di metri dall’Istituto Francese Grenoble, dove dai tempi di “je suis Charlie”, stanzia una camionetta militare e ci sono sempre due soldati armati a guardia dell’edificio. Mi viene spontaneo pensare perché non sono intervenuti, anche se già so la risposta. Ma sono lì, e glielo voglio chiedere.


In prima battuta mi rivolgo al soldato con il lei, poi, data la sua giovane età e i suoi modi cordiali passo al tu: -Noi non possiamo assolutamente intervenire, innanzitutto perché abbiamo delle mansioni precise, e poi perché non siamo poliziotti.- lo incalzo e gli chiedo se avesse sentito dei rumori, magari di spari, cosa avrebbe fatto. – Non possiamo assolutamente lasciare il posto. Sarebbe gravissimo.- -E se fossero, fuggendo, passati proprio qui, avanti a voi?- chiedo, non ancora soddisfatto. -Non abbiamo il diritto di intervenire, probabilmente se ci venissero addosso con il chiaro intento di investirci…..
I ladri potrebbero essere gli stessi che, con le stesse modalità, nella giornata di ieri, hanno portato a termine un colpo in una agenzia bancaria in piazza Carità.
Le forze dell’ordine indagano.