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Ma davvero “spezzeremo le reni alla UE”?

Scritto da Massimo Calise Il . Inserito in Vac 'e Press

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Spezzeremo le reni alla UE? La provocatoria domanda è sollecitata dall’atteggiamento del nostro attuale Governo nei confronti dell’Unione Europea e dei suoi membri. Certo non si è arrivati a minacce così esplicite ma si è attuato un continuo logoramento con battute, accuse e smentite che ha incrinato gravemente i nostri rapporti con quelli che, fino a pochi mesi fa, erano i nostri storici partner. Due precisazioni sono necessarie.


La prima è un’aggravante: l’atteggiamento citato non è riferibile all’intero Governo, che non ha una voce sola anche su questo argomento, ma ad iniziative di singoli ministri.
La seconda, parziale giustificazione, è che i numerosi episodi di contrasto non sono tutti dovuti a colpe italiane; tuttavia la reazione di alcuni nostri politici è sembrata mirata ad acuire i contrasti anziché giungere ad una loro composizione. Ulteriore riprova è costituita anche dalle frequenti assenze dei nostri rappresentanti agli incontri istituzionali, cioè nei luoghi deputati alla discussione e alle decisioni.


La questione dei mini-bot è solo l’ultimo esempio, per ora, di questa situazione di scontro all’interno del governo. Essa provoca anche il logoramento della nostra credibilità verso l’estero dove appariamo sempre più come un Paese diviso dove i problemi non si affrontano ma, bensì, si aggirano. Purtroppo mostrare i muscoli è il surrogato di una politica competente e coraggiosa; ma così facendo si soddisfano, ahinoi, le passioni di tanti seguaci ma difficilmente si ottengono risultati concreti.


La storia non è “maestra di vita” ma dovrebbe offrire, conoscendola, stimoli di riflessione per meglio affrontare il presente. Basti ricordare che l’Italia ha intrapreso due guerre mondiali con baldanzosa incoscienza. Poi Mussolini ha elargito spacconate prontamente accolte da un popolo senziente; la più famosa nel 1940: “Affermai cinque anni fa: spezzeremo le reni al Negus. Ora, con la stessa certezza assoluta, ripeto assoluta, vi dico che spezzeremo le reni alla Grecia in due o dodici mesi poco importa, la guerra è appena cominciata!”. Sappiamo come è finita.


La storia, con intensità e modi diversi, ripropone alcuni aspetti: la tentazione di fare la voce grossa, cercando di celare la nostra debolezza dietro il tono di voce roboante, non ha mai dato risultati apprezzabili, dovremmo saperlo.


Si può obbiettare che anche molti cittadini, che questo Governo sostengono, di storia poco ne masticano; allora dovrebbe essere d’aiuto il buon senso.
Se Tizio contrae debiti presso il vicino supermercato che gli fa credito perché parente di un noto e stimato professionista cercherà, saggiamente, di conservare buoni rapporti con i parente/garante e con il creditore. Sarebbe saggio fare diversamente? Insultarli, sminuirli e far finta di infischiarsene? È quello che un comune cittadino dovrebbe chiedersi osservando l’atteggiamento del nostro governo nei confronti della UE.


Ma questi semplici ragionamenti sembra non facciano presa; pare che la razionalità perda seguaci. In questi giorni è visibile in TV l’accattivante spot pubblicitario di una notissima bevanda che mi ha particolarmente colpito. Le didascalie recitano:
“Il kebab gira il mondo da secoli e nessuno l’ha mai fermato. La cucina cinese ha conquistato l’Europa e tutti l’apprezzano. Quando il mondo segue solo la testa, si divide. Quando ascoltiamo la pancia, ci avviciniamo. Ritroviamo il gusto di un mondo senza confini.”


Lo spot risolve, in modo discutibile, il dualismo testa/pancia, a favore di quest’ultima. Certo una semplificazione ma, credo, dovrebbe far riflettere tutti, soprattutto i politici di sinistra. Infatti è riscontrabile anche empiricamente che il voto, le scelte politiche dei cittadini, sono condizionate dai sentimenti (paura, rabbia, …). Declassare questi ultimi a moti di pancia è un atteggiamento superficiale e poco utile. Bisogna dare ascolto e valore agli stati d’animo popolari, specialmente delle fasce più disagiate, non per strumentalizzarle come fanno i populisti nostrani; ma per dare loro dignità e risposte rassicuranti, fattibili e concrete. Così, tornando alla metafora iniziale, potremmo sottrarre consenso a chi “promette di spezzare le reni” al nemico prescelto rinviando le soluzioni e aggravando la situazione politica economica e finanziaria dell’Italia.