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L’ipocrisia dell’Esame di Stato

Scritto da Francesco Miragliuolo Il . Inserito in Vac 'e Press

Esame di stato 2019

Riceviamo e pubblichiamo un articolo sull'esame di Stato,su cosa ha rappresentato in questi anni e su come cambierà. Voi cosa ne pensate? La Redazione

Tutti noi, o quasi, siamo passati per il traguardo che in quel momento ci sembrava il più arduo da superare: l’Esame di maturità!

Tanti hanno vissuto la propria notte prima degli esami, ascoltando la celebre canzone di Venditti tratta dall’omonimo film. È forse questo l’esame che tutti si ricordano, sarà perché rappresenta uno spartiacque all’interno della vita di tanti, poiché la maturità non è altro che il momento in cui si è troppo “vecchi” per restare tra i banchi di scuola e troppo giovani per affrontare la vita!

Ma non è questo il punto, qui si tratta di capire a cosa serve realmente quest’ esame?!
Probabilmente a nulla. Certo, come ogni esame della vita va affrontata con serietà e abnegazione, però è oggettivo ammettere che il famoso esame di maturità non serve a un granché, ma è solo un ricordo stupendo da conservare nel proprio cuore.

Ricordi che la notte prima non riuscivi a dormire per dall’ansia, ricordi quando poco prima di entrare avevi la pancia che ti faceva male e le gambe che ti tremavano dalla paura di sbagliare e poi, ricordi l’esatto momento in cui uscivi per l’ultimo momento da studente da quella che è stata casa tua per tanto tempo. E lì, ti passano dinanzi le tante risate e le tante lacrime vissute con i tuoi compagni, Ecco, nessun esame o voto, potrà mai quantificare il reale valore di questi momenti, ma soprattutto è inumano pensare che un numero possa quantificare il valore di un essere umano, dotato di sogni e di speranze.

È impossibile quantificare in sterili numeri un percorso di cinque anni, caratterizzato da problemi, da alti e da bassi, è ancora più folle pensare che a farlo possano essere persone che di te non sanno nulla e che forse nemmeno hanno voglia di sapere chi sei.

È qui che l’Esame di Stato assume una grande ipocrisia, composta da un clima di terrore e di religioso silenzio, che nemmeno le più grandi liturgie della Chiesa possiedono.

L’Esame di Stato non è altro che un passaggio di consegne tra il te bambino e il te “quasi adulto”, perchè usciti dalla scuola si è chiamati a prendere coscienza che il mondo è diverso, è crudo… è fatto da sofferenze vere e allora più che l’Esame di Stato, bisognerebbe creare una scuola che insegni ai giovani a sognare.
Perché oggi è sempre più difficile farlo, poiché sono scarse le prospettive lavorative, sono scarse le prospettive di qualità della vita ed è scarsa la voglia di apportare un cambiamento reale all’interno delle coscienze dei potentati mondiali.

Dal prossimo anno, l’esame cambierà volto, diventando una presa in giro. Gli studenti potranno essere ammessi con la media complessiva del sei, è questo mi sa tanto di un abituare le persone ad essere mediocri, per di più la mediocrità aumenta se si tiene conto delle famose ed inutili prove INVALSI, simbolo del degrado della scuola italiana.

Forse, sarebbe meglio cancellarlo l’Esame di Stato oppure farlo diventare una valutazione dei cinque anni, però compiuta dagli studenti.

Ma comunque vada, l’esame è sempre l’esame e allora studenti godetevelo, perché questo è il momento in cui vi renderete conto di essere qualcuno che ha delle ambizioni e lottate per queste ambizioni!