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Peso e misura della fragile carta: Domenica Iovinella, docet.

Scritto da Rita Felerico Il . Inserito in Port'Alba

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Usare quotidianamente dei materiali come la carta, usufruire della sua semplice capacità funzionale in molte quotidiane circostanze è per tutti noi del tutto normale; ma la carta - come tanti altri materiali così detti ‘poveri’ - è un ‘bene comune’ ricco e pieno di sorprese, tanto da riconsiderarne seriamente e con sensibilità ecologica la carica eversiva e alternativa. La sua lavorazione, pensata essenzialmente sotto il profilo commerciale, ha invece molti aspetti spesso non ben memorizzati, che rivelano possibilità ben più ampie di produzione e di mercato. Per ‘caso’ ho incontrato Domenica Iovinella, la quale me ne ha fatto riscoprire il valore.


Cara Nicca (così ti chiamano gli amici) suscita curiosità la materia che insegni all'Accademia di Belle Arti di Napoli: Tecnica e Tecnologia della carta e dei materiali. Da quanti anni ne sei docente? e di cosa tratta?

Tecnica e Tecnologia della carta e dei materiali è un corso presente in Accademia da più di 10 anni; è un corso di 125 ore e con ben 10 crediti, aperto al triennio specialistico di grafica d'arte e, quest'anno, è stato reso accessibile anche agli iscritti di tutte le altre discipline.
Ho concepito una programmazione suddivisa in due fasi di approfondimento, la prima si sviluppa intorno alla conoscenza storica, sull'origine della carta e le sue caratteristiche. Insegno ai ragazzi a cucire i fogli di carta insieme, spiegando loro le tecniche di cucitura più semplici, come quella della cucitura orientale, fino a quella con nervi passanti. Spiego e faccio toccare con mano alcuni prototipi di cuciture del ‘300 fino alle cuciture più moderne e li porto in visita nei luoghi dove si producono, si stampano e si espongono i libri d'artista. La seconda parte è invece imperniata sulla produzione vera e propria di fogli di carta in polpa di cellulosa, con telai, come avveniva nella antica lavorazione. Gli allievi sono invitati a ideare filigrane personalizzate e progetti da produrre durante le ore di laboratorio. I progetti consistono nel produrre libri d’artista o opere tridimensionali con l’utilizzo della cellulosa. L’ aspetto interessante di tale prodotto è che la carta può essere manipolata e modificata inserendo in essa vari elementi organici quali caffè, foglie, fiori ecc. e quindi può essere concepita non più solo come supporto ma come opera stessa, e la cellulosa viene recuperata da fogli di stampe sbagliate da buttare, quindi si ricicla e si trasforma. Sono docente di questo corso da 11 anni.

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Quali sono le possibilità di inserimento lavorativo per i giovani che seguono il corso?

La produzione di carta manipolata e decorata è molto richiesta soprattutto per i libri d’ artista; ma esistono altri tipi di prodotti, anche di arredo. Quindi sì c’ è mercato e richiesta.

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Quanti allievi hai? Prevedi un incremento?

Questo corso è partito in sordina, è nato di 45 ore e pochissimi crediti, di conseguenza vi erano pochi iscritti; adesso l’interesse è cresciuto e gli iscritti sono 85, oltre a molte richieste di tesi da parte degli studenti.

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Tutte le Accademie possiedono questa cattedra di insegnamento? E all'estero esistono dei corrispettivi corsi di studio?

Sono a conoscenza solo di un corso simile presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino.

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Come e quando ti sei appassionata e dove hai studiato?

Sono laureata in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, diplomata presso l’Istituto d’Arte Palazzi – sez. grafica d’arte e restauro del libro. Inoltre, ho conseguito la specializzazione biennale di restauro cartaceo, molte altre specializzazioni e frequentato stage in vari laboratori di restauro cartacei italiani. L’odore del libro, la sua storia e le sue origini mi hanno appassionato.

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Secondo te cosa occorre per dare voce e far conoscere un percorso di studio e formazione come questo?

Già avere attivo un corso di studi così in Accademia è importante per consentire la conoscenza e la diffusione di tale disciplina in modo professionale.

Una piccola nota su di te: i tuoi progetti futuri, i tuoi hobby. Sei napoletana? il tuo rapporto con questa città.

Sono napoletana; come artista realizzo istallazioni e performance video, e questa è anche la mia passione e il mio hobby. Non riesco a pensare di vivere in un'altra città che non sia Napoli, la sua energia mi è di grande aiuto e ispirazione.