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Stargaze: la live perfomance di Phelipe Tracò a Napoli

Scritto da Francesca Ciampa Il . Inserito in Mostre

stargaze

Fino al prossimo 6 Luglio sarà possibile visitare la live perfomance dell’artista Phelipe Tracò. L’evento, intitolato “Stargaze” si svolgerà per l’intera durata dell’evento, con accesso gratuito, presso la Galleria Marrocco in via Egiziaca a Pizzofalcone 87.


La mostra è stata creata a cura di Giorgio Marrocco e Salvatore Ianniello al fine di avvicinare i visitatori ad un nuovo tipo di approccio artistico, una spinta cultura che possa invitare il fruitore a riflettere sul cambiamento dell’espressione contemporanea.
In particolar modo il giorno dell’inaugurazione dell’evento ha rappresentato l’apertura del primo portale Stargaze, determinato dalla live performance di Phelipe Tracò e dal dj live set di DEFEO. Nello specifico Phelipe ha utilizzato circa 8 pennelli contemporaneamente per mostrarci le strade d’accesso alla cosidetta “programmazione umana”.

Infatti la performance stessa si è basata su due fasi principali che connotano l’espressione culturale del performer e che ci lasciano capire il funzionamento stesso della produzione artistica.
La prima fase è denominata “Stampa Musicale” e consiste nella rappresentazione di uno schema circolare, elemento che riproduce per la sua forma una struttura concentrica. Quest’ultima viene costruita come se fosse un vero e proprio spartito, al punto tale che si può notare un rapporto fisso tra tempo e dimensioni.

La seconda fase è denominata “Processo” e consiste nella stesura di una mappa musicale composta, a sua volta, da diversi input sonori. Questa mappa è direttamente relazionata al capacità di movimento e gestualità dell’esecutore pittorico, inteso come attore umano. Il movimento dell’azione e della gestualità dell’artista fungono come ipotetico sistema informatico, in questo modo è come se ogni movimento ed impulso si trasformasse in azioni digitali.
In sintesi l’essere umano agisce nei confronti della tecnologia come un vero e proprio software: apprende dall’elemento informatico il suo metodo di programmazione ma lo evolve al fine di adattarlo ad un device conforme a se stesso. Tutto questo avviene al fine di replicare quanto sviscerato dall’elemento meccanico e di adattare l’intero processo alla sua dimensione umana fisica, al suo corpo.