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L’arte sa nuotare: al MANN è possibile tuffarsi nelle opere dello street artist Blub

Scritto da Felicia Trinchese Il . Inserito in Mostre

Larte sa nuotare di Blub

È dallo scorso 29 maggio che il MANN, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ospita l’esposizione “L’arte sa nuotare” di Blub, l’artista convinto più che mai a non rivelare la sua identità al pubblico.

 

A cura dell'artista Carla Bru e della giornalista Maria Paternostro, la mostra sarà visitabile sino al prossimo 31 agosto. Il famoso street artist ha una particolare predisposizione per i piccoli centri storici italini: da Monteriggioni ad Alghero, da Cremona a San Gimignano, da Lecce a Livorno, ma il segno del suo passaggio è osservabile anche in grandi città, come Firenze.

 

La sua arte gentile colora le strade delle città, cercando angoli dimenticati per ritrarre icone di tutti i tempi, riproposte con la maschera da sub: dalla Venere di Botticelli ad Andy Warhol, da Giuseppe Verdi a David Bowie, da Leonardo da Vinci a Marcello Mastroianni, sono tanti i personaggi da lui dipinti. Stavolta ha fatto incursione nella città di Napoli e la sua inconfondibile impronta creativa non è passata inosservata agli occhi di Paolo Giulierini, direttore del MANN.

Giulierini, preso dall’organizzazione dell’esposizione “Thalassa” che avrà il via nel prossimo autunno dedicata alla scoperta e valorizzazione dei reperti del Mediterraneo riemersi dal mare, non ha potuto fare a meno di dedicare attenzione alle opere di Blub. Il tutto è avvenuto lo scorso aprile quando in una notte l’artista ha voluto disseminare i suoi dipinti anche nella nostra città, sempre con rispetto e attenzione, puntando alla riqualificazione degli angoli degradati e dando, ad esempio, nuova vita a vecchi sportelli di metallo. Il suo messaggio ha conquistato per spontaneità e semplicità. #Lartesanuotare è l'hashtag che Blub ha scelto per accompagnare i suoi lavori.

 

Blub crea alcune opere originali, che dialogano con i reperti del MANN, accompagnando il visitatore in una dimensione subacquea dai colori sfocati; trait d’union dei lavori è l’elemento primordiale dell'acqua. L’acqua, appunto, che definisce le suggestioni di un'inedita Saffo, gioca con una versione sottomarina di Terentius Neo e sua moglie, rende contemporanei alcuni capolavori della statuaria antica (tra questi, Apollo in bronzo della Casa del Citarista; Efebo in bronzo di Via dell'abbondanza; Busto di Artemide in bronzo dal tempio di Apollo di Pompei; Busto di Giove Ammone in marmo; Venere Marina e Venere Lovatelli da Pompei in marmo).
La Sala del Plastico di Pompei diviene, in questo modo, un vero e proprio scenario immersivo, in cui l’allestimento site specific ed il video dell’artista, con un particolare effetto sonoro realizzato grazie al regista Riccardo Sansone, permettono al visitatore di tuffarsi, letteralmente, in una dimensione evocativa in equilibrio tra passato e presente.