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Castel dell’Ovo ospita “Le stanze di Tato Russo. Gli anni del coraggio”, un’esposizione sulle orme del grande artista

Scritto da Felicia Trinchese Il . Inserito in Mostre

Le stanze di Tato Russo

Dopo ben trentacinque anni ritorna a Napoli, più precisamente a Castel dell'Ovo, l’emozione de “Le Stanze del Castello”, una mostra, visitabile fino al prossimo 28 luglio, che vuole omaggiare Tato Russo, l’attore, il regista, lo scrittore, il musicista, ma soprattutto il teatro dell’artista napoletano e ricordare in particolare uno spettacolo che segnò la storia del teatro napoletano degli anni ’80, l’evento sulla storia della Piedigrotta napoletana pensato e realizzato proprio da Tato Russo con più di 450 tra attori e tecnici.


Ricordando quell’episodio del 1984 di grande coraggio creativo e per celebrare Tato Russo e il suo teatro, nasce questa “esposizione omaggio” dal titolo “Le Stanze di Tato Russo. Gli anni del coraggio” curata da Giulio Baffi, Marialuisa Firpo e Gabriella Grizzuti, realizzata dal Teatro Bellini con la Regione Campania e il Comune di Napoli, in collaborazione con la Scabec. La mostra si presenta come un percorso di invenzioni e di testimonianze, arricchito da installazioni, da proiezioni, suggestioni sonore, creazioni scenografiche, costumi, bozzetti, maquettes, oggetti come vere opere d’arte, provenienti da memorabili spettacoli.

“Le stanze di Tato Russo. Gli anni del coraggio” consiste in un percorso che si snoda nei diversi ambienti di Castel dell'Ovo in un itinerario di conoscenza, in cui il visitatore viene guidato dalla voce stessa di Tato Russo. Attraverso ricordi, emozioni, oggetti di scena si anima così il racconto di un’avventura di teatro e di vita, che per Tato Russo non hanno conosciuto mai una separazione artistica. L’esposizione si sviluppa in “stanze” immaginate come emozioni, in cui viene rivelato il Tato artista, attore, regista, scrittore, saggista.

Nella stanza dedicata a “L'Uomo” si incontra un ambiente interamente dedicato ai suoi scritti e alle sue letture in cui il visitatore potrà sfogliare pagine, appunti, copioni, scritti. Potrà entrare in contatto con le sue emozioni più terrene segretamente conservate nel camerino: un ambiente soffuso in cui sono esposti i suoi oggetti (gli amuleti, il baule, le foto) riproduce, in chiave rivisitata, l’idea del primo camerino del Teatro Bellini. La sala delle Carceri è dedicata anche ai costumi e agli oggetti di scena. Tanti costumi esposti o proiettati avvolgono il pubblico in un’atmosfera magica.

I plastici degli spettacoli a cura degli studenti dell’Accademia di Belle Arti e i bozzetti di scena di Aldo De Lorenzo, Tonino Di Ronza e Renato Lori, sono invece esposti nella Sala Sirena e riguardano la sezione dedicata a “Il Teatro” insieme alla Maschera di Pulcinella che Tato Russo ha interpretato otto volte. Un’intera parete, inoltre, è dedicata ai più di mille artisti e tecnici che hanno lavorato con lui in tutti questi anni.
Nell’ultima sezione della mostra, “Il Sognatore” è messo al centro il Tato Russo visionario: le sue poesie, il gusto della polemica, l’importanza della musica, parte integrante della sua drammaturgia.

Nell’itinerario espositivo sarà dedicato uno spazio speciale anche allo sguardo di chi ha osservato il lavoro di Tato Russo attraverso l’obiettivo, con le bellissime foto di Tommaso Le Pera e di Fabio Donato. Nella sala proiezioni, che chiude il percorso di visita, ogni giorno verranno riprodotti filmati di alcune tra le opere più famose dell’artista.