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Inclusion tra arte e moda: nella persona di Daniel Lismore si fondono scultura, fotografia e abiti vintage

Scritto da Felicia Trinchese Il . Inserito in Mostre

Inclusion tra arte e moda

Dallo scorso 1 luglio, fino al prossimo 1 agosto, il PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, ospita l’esposizione “Inclusion”, ovvero, inclusione tra arte e moda. Protagoniste della mostra sono le idee in movimento degli studenti dell’Accademia della Moda IUAD di Napoli che, appunto, dall’inclusione, tema convergente alla poetica dell’iconico artista inglese Daniel Lismore, colui che ha reso la propria vita un’opera d’arte, hanno tratto ispirazione.


Il progetto espositivo, curato da Nunzia Garoffolo, si sviluppa in un percorso in cui si intrecciano e dialogano tra loro i lavori degli studenti dell’Accademia, con quelli dell’artista inglese Daniel Lismore che per la prima volta arriva in Italia, nella nostra città, con una sua personale. Un lavoro, ma anche un progetto di vita, quello di Lismore, che si può riassumere nel monito “Be yourself, everyone else is already taken”, imperativo categorico che invita ad essere sé stessi, celebra l’individuo, la libertà di essere, pensare e vivere, tracciando in modo autonomo e consapevole il proprio cammino di vita.

Tutto l’intero percorso espositivo di “Inclusion” è avvincente, enfatizzato da installazioni olfattive impreziosite da fragranze create dall’ artista stesso, di cui sono assoluti protagonisti i suoi autoritratti, concepiti come vere e proprie sculture tridimensionali a dimensione reale, concretizzazione della Gesamkunstwerk wagneriana, l’opera d’arte totale in cui più canali di comunicazione dialogano tra di loro. Ad accompagnare l’iter, composizioni musicali realizzate appositamente per l’artista da Einar Orn, celebre artista islandese.

Le sculture e i suoi teatrali assemblaggi di outfit che le adornano, unendo pezzi di alta moda, vintage e preziose stoffe (stesso modo in cui lo stesso artista veste, tanto da meritare il titolo di “Dresser più stravagante di Londra”), tracciano una visionaria antropologia che parla del sé, dell’inconscio, di identità, sollecitando e incoraggiando la riflessione sull’ individuo, inteso come singolo, e al tempo stesso sull’umanità nella sua vitale e colorata multiformità.

Una dialettica, questa, frutto di una ricerca personale e di esperienze di vita dell’artista, che si avvale di “tra-vestimenti”, ovvero l’andare oltre il vestirsi, quale metafora e monito dell’agire, ossia spingersi oltre l’elemento materico del sé e della vita stessa per cogliere l’immateriale, i valori dell’umanità nella sua pienezza, vanificando la dicotomia tra realtà e apparenza.

Un invito a guardarsi dentro, dunque, a far emergere l’inconscio, spesso celato da maschere o veli che funzionalmente, o talora inconsapevolmente, avvolgono il nostro sé, ricomponendo il dualismo umano e abbracciando sé stessi e la vita con coraggio, allegria e verticalità. Perché la consapevolezza per Lismore, diventa cultura, arricchimento e apertura di sé all’altro. In una parola, che ci riporta al titolo di questa mostra, “Inclusione”.