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Analisi da Bruxelles

Scritto da Alfonso Bianchi Il . Inserito in Il Palazzo

La Campania è la seconda regione italiana per Fondi strutturali a disposizione, solo la Sicilia ne riceve di più. Questo vuol dire che ha a sua disposizione un piccolo tesoro di circa 8 miliardi e mezzo di euro da spendere in progetti che siano utili allo sviluppo del territorio e che potrebbero dare un po' di ossigeno a una situazione economica difficile. Il problema però è che la Regione non è capace di spendere tutti questi soldi e rischia di perderli. Nello specifico per il periodo 2007-2013 la Campania ha ricevuto per il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) circa 6 miliardi e 800 di cui finora ne ha richiesti poco più della metà, cioè 3 miliardi e 667 milioni, mentre per il Fondo Sociale Europeo (Fse) ha ricevuto un altro miliardo e 100 milioni di cui ha impegnato soltanto 386 milioni, un misero 34%. Insomma le restano da richiedere in tutto circa 4 miliardi di euro (tra soldi europei e cofinanziamento nazionale), una somma considerevole se si pensa che è pari al 18% dell'intero bilancio regionale del 2012, che è stato di 22 miliardi di euro. Parliamo di soldi che devono essere richiesti entro dicembre 2013 altrimenti saranno andati in fumo.

Ma cosa sono i fondi strutturali? Sono quei soldi che l'Unione europea mette a disposizione degli Stati membri per sostenere le politiche di sviluppo regionale e che rappresentano una parte importante del Bilancio dell’Ue: ben 347 miliardi di euro, il 35,5% del budget totale previsto per il periodo 2007-2013. Di questa cifra all’Italia spettano 27,9 miliardi che attivano però investimenti molto superiori. Questo perché i progetti europei sono co-finanziati da Ue e Stati in una percentuale che varia a seconda dei Paesi, per l'Italia al 53%. Questo vuol dire che da noi ai 27,9 miliardi europei si aggiungono 31,4 miliardi messi a disposizione dal Governo, in tutto quasi 60 miliardi. Ma le nostre Regioni finora ne hanno spesi solamente 15,6, cioè un quarto. Da sei anni insomma ci sono 45 miliardi che aspettano solo di essere presi, di questi i 20,5 dell'Ue se non saranno impegnati entro il dicembre 2013 andranno persi per sempre.

I bandi per partecipare alle gare e ottenere i fondi europei sono solitamente pubblicati su un sito regionale apposito, la Campania ne ha uno per i Fesr e uno per i Fse, entrambi creati (non a caso) con fondi europei. Alle gare può partecipare potenzialmente chiunque: Enti, imprese, associazioni e anche singoli, basta solo che la Regione immagini un progetto adatto. Le eccellenze italiane in campo di fondi strutturali sono l'Emilia Romagna che ha impegnato il 94,5% del Fesr e il 79,20% del Fse e la Provincia autonoma di Trento che ha impegnato il 97,6% del Fse e il 70,9% del Fesr. Non vanno invece benissimo proprio le due regioni che hanno il maggior numero di soldi a disposizione: Campania e Sicilia. La prima dei suoi quasi 8 miliardi ne ha impegnati solo la metà mentre la Sicilia dei suoi 8,6 miliardi ne ha impegnati il 59%. In tutto restano alle due Regioni circa 8 miliardi, quasi quanto l'ultima manovra del Governo Monti, che potrebbero essere usati per migliorare le difficili condizioni in cui si trovano questi territori.

Bisogna dire che per richiedere i fondi c'è molta burocrazia e moltissimi controlli e questo certo non rende le cose facili. Il meccanismo di concessione dei fondi strutturali funziona in questo modo: una volta approvato il progetto l'Ue paga un anticipo, a metà dei lavori dà una seconda tranche e a investimento ultimato paga l'ultima quota. Durante la messa in opera dell'investimento avvengono degli “Audit”, dei controlli per verificare che i soldi siano spesi seguendo le direttive stabilite dal patto. Quando le regole vengono violate i rubinetti vengono immediatamente chiusi. L'ultimo e più eclatante caso riguarda purtroppo sempre l'Italia, e nello specifico la Sicilia. Quest'estate sono stati stoppati i fondi strutturali messi a disposizione dall'Ue di investimenti per 600 milioni di euro già effettuati dalla Regione tra la fine del 2011 e il mese di giugno. Bruxelles ha rilevato gravi irregolarità nei progetti con addirittura un bando aggiudicato a una persona con un procedimento giudiziario in corso. Insomma l'Ue ha tutte le ragioni per tenere gli occhi ben aperti.

Per fare in modo che la gestione dei Fondi strutturali avvenga nella massima trasparenza il ministro Barca ha messo in piedi un sito in cui è possibile per chiunque monitorare come vengono spesi in Italia i soldi europei ( http://www.opencoesione.gov.it ). Un'eccellenza (l'Italia è l'unico paese ad averlo) che segna però uno dei tanti paradossi italiani. Il Bel Paese è infatti il penultimo dei ventisette Stati Ue in quanto a utilizzo dei fondi, avendone spesi solo un misero 27% in 6 anni. Spulciando tra i dati campani possiamo vedere alcuni tra i progetti messi in campo. Oltre alla metropolitana di Napoli tra i più costosi figurano il “Premio Napoli nel mondo” della Fondazione premio Napoli che ha ricevuto uno stanziamento totale di 1 milione e 250 mila euro. C'è poi “E lucean le stelle … in provincia di Napoli” della Provincia che per organizzare i concerti di artisti come Mannoia, D'Alessio, Finizio, Gragnaniello, Salvatore Accardo e i reading di Michele Placido, di Giancarlo Giannini e uno spettacolo di Biagio Izzo ha impegnato 650 mila euro di fondi. Continuando a scavare si può vedere che l'Università di Salerno ha richiesto 500 mila euro per indagare “Lo stato della satira” mentre la Soprintendenza speciale per il polo museale napoletano ne ha ricevuti invece 200mila per organizzare alla villa Floridiana “Cio’Bì in Floridiana: quando cioccolato e birra diventano arte”. Grazie a questo sito ogni cittadino può vedere come sono stati spesi i soldi e giudicare se sono stati utilizzati per progetti meritevoli.

Nel decreto “Salva-Italia” il Governo Monti ha stabilito che per la parte del cofinanziamento nazionale 1 miliardo l'anno per tre anni (dal 2013 al 2015) può essere utilizzato senza essere conteggiato nel patto di stabilità. Viene meno l’alibi delle regioni per giustificare i propri ritardi. Se pensiamo che la parte europea dei fondi non viene comunque tenuta in conto (essendo estranea al patto) parliamo di 6 miliardi in tre anni da spendere senza alcun vincolo. Riusciranno le nostre Regioni a utilizzare almeno questi?