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C'è rimedio al peggio: i trasporti dell'area metropolitana

Il . Inserito in Funiculì, funicolà

Trasporti area metropolitana

In questi quasi quattro anni di governo regionale di centro-destra lo sviluppo del sistema della mobilità della nostra regione ha subito un grave arresto. Anzi, ha subito un'involuzione.

Quello che era un grande progetto integrato di infrastrutture, servizi, sistema tariffario e innovazione tecnologica è stato attaccato alle sue fondamenta da un assessore regionale che, accecato da un manicheismo al limite del fanatismo, ha cercato innanzitutto di smontare il sistema tariffario integrato, modello per tutta l’Europa, con iniziative come il biglietto aziendale, risultato un vero flop. Ha poi rallentato il completamento di nuove infrastrutture, come la stazione FS su via Traccia, praticamente finita e mai aperta all’esercizio, nonostante potrebbe essere un nodo d'interscambio direttamente sulla linea 2 della metropolitana per le provenienze sulla grande viabilità da nord-est e da sud-est. Da ricordare poi la vicenda dell'alta velocità ferroviaria Napoli-Bari: solo dopo tre anni l'assessore si è convintoche il progetto esistente era l’unico fattibile.

Ritengo che il suo limite maggiore sia stato soprattutto culturale, ignorando gli effetti che sulla economia, sul territorio, sulla società e sull’ambiente ha un adeguato sistema di trasporto. Ad esempio, anche nelle interlocuzioni a cui ho assistito quando ero Assessore ai Trasporti del Comune di Napoli, sembrava essere ignorata la funzione fortemente sinergica tra la economia del capoluogo e quella del resto della provincia, che può essere assicurata solo da una mobilità su ferro di grande qualità, pena congestione stradale ed inquinamento.

La istituzione della città metropolitana, assiema ovviamente ad un auspicabile ricambio ai vertici della Regione nelle prossime elezioni regionali del 2015, possono costituire l’occasione per riprendere quel grande progetto, adeguandolo agli sviluppi tecnologici e, soprattutto, alle risorse attualmente disponibili. In particolare, occorre concentrarsi al completamento delle opere in corso: il raddoppio della Circumflegrea e la bretella di Monte S. Angelo sono praticamente ferme da anni, eppure il completamento di alcune tratte funzionali prioritarie consentirebbe di migliorare l’esercizio e dunque il servizio offerto, cominciando a trarre benefici da investimenti datati oltre dieci anni. A questo proposito va contrastata la tendenza delle imprese di costruzione ferroviaria a spingere per dare inizio ai lavori su nuove tratte, piuttosto che completare quelle iniziate. Ad esempio, la realizzazione tratta Centro Direzionale-Aeroporto della linea 1 della metro è importante, ma è certamente prioritario il completamento della tratta Toledo-Centro Direzionale, aprendo all’esercizio le stazioni Municipio, Nicola Amore e Centro Direzionale.

Un discorso a parte merita l’argomento materiale rotabile. La recente apertura della tratta Dante-Garibaldi della linea 1 sta avendo un grande successo di utenza, ma la riduzione delle frequenze di passaggio dei treni ha prodotto carrozze sovraffollate, a scapito del confort di viaggio. Va ricordato che si tratta di treni senza aria condizionata e dunque, in particolare in estate, le condizione di viaggio diventano estreme. Analogamente, la vetustà media degli autobus comporta alti costi di manutenzione ed inaffidabilità del servizio. Un piano di finanziamento del parco rotabili è dunque un’altra priorità, da assicurare anche a scapito di finanziamenti infrastrutturali di linee non portanti della rete, come la linea 6 della metro.

Queste ed altre questioni potranno trovare sede di confronto e di decisioni nella Autorità Metropolitana dei Trasporti, che dovrà costituire uno degli organi funzionali finalizzati ad assicurare i servizi ai cittadini della Città Metropolitana.