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Passaggio al futuro

Scritto da Nicola Corrado Il . Inserito in Il Palazzo

Con la caduta di Bobbio è necessario aprire una nuova stagione di speranza e di impegno civile per la nostra città.
Davanti abbiamo una situazione difficile con tante crisi aperte, a partire dalla Fincantieri e dalle Terme, che colpiscono i simboli di Stabia, e non risparmiano tante piccole realtà produttive minando il tessuto commerciale che per anni ha animato l’economia cittadina.
È necessario costruire una risposta all’altezza della sfida che abbiamo davanti, innovando e moralizzando la dimensione politica: negli ultimi 15 anni il centrosinistra prima ed il centrodestra dopo hanno costruito coalizioni invincibili, reclutando eserciti di candidati, capaci di superare la prova elettorale.
Allo stesso tempo le stesse hanno fallito la sfida del governo, implodendo tra ricatti, e beghe di potere.
Bobbio ha vinto le elezioni grazie a 400 candidati al consiglio comunale , il giorno dopo la vittoria è iniziata la sua sconfitta amministrativa, generata dalle stesse forze che lo avevano sostenuto.
Il tema vero che emerge da una lettura rigorosa della vicenda politica ed amministrativa degli ultimi anni, ci consegna la necessità di costruire coalizioni omogenee, cementate su basi programmatiche realmente condivise e con candidati al consiglio comunale selezionati dai partiti sul terreno della serietà e delle competenze.
Questa è la premessa non negoziabile per recuperare la credibilità necessaria per affrontare un’agenda di governo difficilissima ed allo stesso tempo entusiasmante.
Nei prossimi mesi saremo chiamati a realizzare il passaggio al futuro di Castellammare compiendo scelte coraggiose e necessarie.
La società delle Terme è fallita e l’unica soluzione praticabile ci impone, come ci ha ricordato anche la Corte dei Conti, di mettere sul mercato il complesso termale alla ricerca di investitori in grado, sulla base di un proprio piano industriale, di rilanciare le ragioni del termalismo e dell’occupazione.
Sulla Fincantieri è in atto un disegno sbagliato di progressivo ridimensionamento del sito produttivo fino alla chiusura, per lasciare spazio ad altre attività di natura turistica, legate al settore croceristico e dell’accomodation alberghiera.
Questa è una battaglia di futuro che deve essere combattuta con intelligenza: non dobbiamo ridimensionare il cantiere, ma rilanciarlo davvero attraverso la rotazione dello stesso verso la Maricorderia con la contestuale realizzazione del bacino di costruzione, a cui non possiamo rinunciare se vogliamo essere credibili e seri.
Mentre facciamo questo, possiamo accendere l’altro necessario motore di sviluppo all’interno del porto commerciale, capace di creare migliaia di posti di lavoro nel settore turistico, alberghiero, della ristorazione, del commercio, dei servizi, così disegnando una traiettoria di futuro per il centro antico e per l’intera città.
Infine l’area nord di Castellammare, da 20 anni prigioniera di un presente eterno, che tiene in ostaggio enormi aree industriali dismesse, attività commerciali e terziare ed un porto incompiuto e vissuto come corpo estraneo alla città.
Su questo terreno si sono misurate due debolezze: quella della politica, portatrice di un “pensiero debole”, incapace di superare i vincoli urbanistici, antistorici ed antieconomici, che bloccano qualsiasi idea di sviluppo, e quella degli imprenditori, che per troppo tempo sono stati subalterni ai “poteri forti” della politica.
Ebbene, dobbiamo ascoltare e spronare le forze economiche che senza timidezze devono conquistare i cittadini sui propri progetti, parlando degli investimenti che intendono realizzare, dei posti di lavoro che intendono creare, sfidando pubblicamente ed alla luce del sole , i partiti in un confronto costruttivo e virtuoso.
Dobbiamo alzare e girare la testa , dobbiamo correre perché in fondo al passaggio stretto e difficile che abbiamo davanti c’è il futuro, è ancora lontano ma inizia già a vedersi.