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Di nuovo le auto sul lungomare? Sbagliato! Si cambi approccio alla politica della mobilità.

Il . Inserito in La Bufala

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Da tecnico dei Trasporti e da precedente Assessore alla Mobilità di questa città, sono più che convinto che l’attuale dispositivo di traffico per il lungomare e per Chiaia vada reso definitivo, seppure con qualche modifica, ed anzi vada ampliato ed integrato in una visione complessiva della mobilità nell’Area Metropolitana napoletana.


Il piano complessivo presentato con successo ai rappresentanti Unesco nei primi mesi del 2011, prevedeva che l’intero Bacino Centrale, da Mergellina a piazza Garibaldi ed ampliato all’area centrale del Vomero e di San Martino, doveva essere Zona a Traffico Limitato.
Più che una scelta, è una necessità, per adeguamento ( già in ritardo) agli standard delle grandi città europee, soprattutto quelle che per la loro competitività vogliono valorizzare le funzioni artistiche, monumentali, storiche e turistiche. La recente apertura della stazione Garibaldi della metro e la apertura prevista a fine anno di Municipio sono ulteriori fattori che spingono in questa direzione. Favorevole è anche la maggiore propensione ad usare modi di trasporto diversi dall’auto, sia per il crescente prezzo del carburante ( che ne ha ridotto l’uso di un 20 – 30 %) e sia per la crescente attenzione per l’ambiente e le risorse energetiche. Dunque non è in discussione il se, ma piuttosto il come.
L’esperienza indica che occorre tener conto delle caratteristiche delle singole zone e delle attività insediate, soprattutto quando queste attività dipendono dall’accessibilità su auto. Utilizzando le telecamere per il controllo degli accessi, si potrà così spaziare dalla pedonalizzazione spinta h. 24 ( ad es. in via Caracciolo), alla pedonalizzazione in alcune fasce orarie (ad es. 10-14 e 16-20 in via Chiaia) alle ZTL h. 24 (ad es. piazza del Gesù) alle ZTL dalle 10 alle 18 ( ad esempio nella City o a Chiaia).
Ovviamente è necessario integrare questa regolamentazione con infrastrutture, che sebbene non eccessivamente costose, migliorino l’accessibilità su trasporto pubblico alle zone in questione. Un esempio è costituito dal collegamento a navetta proposto tra la stazione Chiaia della linea 6 e la zona di S. Lucia – via Partenope, che altrimenti resta fuori dall’area di influenza diretta delle rete ferroviaria urbana.
Ma è soprattutto sul fronte dei parcheggi che occorre agire con rapidità e decisione, perché da essi dipendono le sorti di molte attività localizzate nelle zone dove viene a ridursi l’accessibilità su auto. E’ opportuno tenere in considerazione che alcune attività direzionale e commerciali non possono prescindere da un uso, pur contenuto, dell’autovettura, soprattutto per le provenienze extraurbane da zone non servite dalla ferrovia o che richiedono un inaccettabile tempo di viaggio su mezzo pubblico. Quello che è a rischio è il ruolo gerarchico della città nella Regione, da cui dipende anche il suo livello economico e la qualità della vita.
Occorre riprendere il Piano dei Parcheggi di interscambio della precedente amministrazione, che prevedeva la realizzazione di 10.000 posti. Molti, come i 450 ricavabili nel parcheggio esistente di via Brin con 500.000 euro, sono rapidamente realizzabili e con costi contenuti. Analogamente in project financing sarebbero realizzabili posti auto al di sotto di via Giordano Bruno, per sostituire quelli persi a viale Dhorn.
Quante polemiche con i ristoratori di via Partenope ed i commercianti di Chiaia si sarebbero evitate, se in questi tre anni si fossero avviati i lavori del parcheggio di piazza Vittoria, con progetto approvato anche dalla Sovraintendenza, che non costa un euro alla collettività, ma che anzi eviterebbe possibili contenziosi connessi al parcheggio di via Morelli? Quanti posti di lavoro si salverebbero nell’area di Chiaia e via Partenope?
E che dire del processo di costruzione dei parcheggi pertinenziali per i residenti? Quattro parcheggi avviati con l’ultima giunta Iervolino sono oramai completati (Celebrano, Muzii, Tasso e Salerno) ed almeno un’altra ventina sarebbero stati ultimati, se il processo non fosse stato prima bloccato, senza per altro una adeguata spiegazione, e poi fortemente rallentato. Eppure tante imprese hanno investito e sostenute spese, tanti cittadini hanno prenotato un posto, nella speranza di risolvere il problema quotidiano della sosta in prossimità della propria abitazione e di veder riqualificata la propria strada.
Gli esperti dei Trasporti sono concordi nel ritenere che i provvedimenti di mobilità debbano essere bilanciati tra limitazioni dell’auto, offerta di metro e parcheggi, pena rischi per lo sviluppo economico e sociale dell’area urbana. E questo si realizza con un piano complessivo che molti degli addetti ai lavori aspettano e che sarebbe opportuno portare al più presto al dibattito cittadino.