Per una Napoli - Città Metropolitana - Capitale del Mediterraneo

Scritto da Livio Falcone Il . Inserito in Il Palazzo

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La Legge 07.04.2014 n°56, G.U.07.04.2014 dà attuazione, finalmente, alle città metropolitane, previste nel nostro ordinamento fin dalla legge 142 del 1990 e costituzionalizzate fin dalla riforma del Titolo V.

Le città metropolitane saranno, per funzioni e natura, “enti di governo”, con competenza sulla pianificazione territoriale generale, ivi comprese le strutture di comunicazione, le reti di servizi e delle infrastrutture, dell'organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano, della viabilità e mobilità, dello sviluppo economico, avranno forti funzioni di gestione in ambiti significativi, cureranno le relazioni istituzionali, ivi comprese quelle con le città e le aree metropolitane europee; gli saranno attribuite, fra l’altro, le funzioni fondamentali delle Province ed altre importanti competenze gli potranno essere assegnate dallo statuto, tra cui quella della gestione dei fondi europei.

La nostra Napoli è una città del Mediterraneo che grazie alla sua collocazione e alle sue potenzialità può legittimamente aspirare a ritornare ad essere non solo una grande capitale europea ma anche
mediterranea.
Il Mediterraneo ha bisogno di una “capitale” e Napoli ha caratteristiche e potenzialità per essere
capitale, tornando alle sue radici, collegandosi alle altre città del Mediterraneo, assumendo il ruolo di centro e di punto di riferimento.
La nascente città metropolitana di Napoli dovrà diventare il luogo di mediazione politico, religioso sociale tra le due sponde dei continenti Europeo e Africano.
Il Mediterraneo è, infatti, attualmente un contesto poco rassicurante in cui convivono diverse e
antitetiche organizzazioni sociali, caratterizzate da diseguaglianza e disparità nella distribuzione
delle risorse e delle ricchezze.
Due sponde si confrontano nel desiderio, da un lato di proteggere il proprio, e dall'altro di
condividere. Due sponde divise sul concetto stesso di europeo e non europeo, di laicocristiano
e musulmano, di ricco e povero, potente e debole.
Il Mediterraneo deve tornare ad essere luogo di convivenza politica, sociale, culturale,
economica, religiosa, e questo può avvenire solo se una metropoli diventa la sede del confronto e della, perché no, redistribuzione.

E l’occasione della coincidenza del semestre di Presidenza italiana dell’Unione europea con la nascita della città metropolitana di Napoli può ancor di piu’ rafforzare questo progetto ambizioso.

Napoli può, per le sue caratteristiche sociopolitiche e geografiche, e anche grazie al processo di
costruzione della città metropolitana, candidarsi a capitale del Mediterraneo diventando
baricentro strategico dell’Europa. La nostra è una storia di tolleranza e di accoglienza che nel corso di due millenni ha saputo gestire invasioni e predomini come occasione di crescita e di sviluppo,
capace di mettere insieme culture e conoscenze in un unico laboratorio di progresso.
Arabi, Spagnoli, Egiziani, Normanni, Angioini ed Austriaci hanno già avuto modo di trovare in
questa città le condizioni per affermarsi senza odio e per sperimentare il meglio della loro
presenza e noi napoletani abbiamo saputo utilizzare, al meglio, quanto da loro veniva offerto, senza
rinunciare mai, in uno spirito libertario, alle nostre tradizioni, ai nostri costumi e alle nostre regole di vita.
Napoli città Metropolitana come capitale del Mediterraneo è un obiettivo che la storia ci riconosce e per certi aspetti anche la ricompensa necessaria per ripagare la città di secoli di ingiustizie.
La nostra Napoli, da tempo, ha smesso di rappresentare quell’antica e nobile capitale illuministica delle scienze filosofiche e delle arti che per secoli è stata, diventando una sorta di laboratorio del sud dell’Europa in cui sperimentare le politiche di coesione e di sviluppo promosse dall' UE.
Napoli, città di antica cultura e salde tradizioni, continua tutt'oggi a barcamenarsi tra il suo
glorioso passato e l'incapacità di trasformarsi in una moderna metropoli europea.
Eppure, grazie al suo patrimonio storico-artistico, alle doti umane di saggezza e tolleranza dei
suoi cittadini e all'enorme patrimonio di giovani risorse, per lo più sottoutilizzate, se non espulse dal contesto locale, potrebbe sicuramente tornare ad essere, anche per conto dell'Europa, la vera capitale del Mediterraneo.

Spero che questo sarà lo spirito che guiderà la fase costituente di questi mesi. Di sicuro dovrà essere l’obiettivo del Pd di Napoli, che ha l’onore e l’onere di poter diventare la guida culturale, morale e civica dei prossimi anni di governo degli enti locali. Poltrone, scambi di basso calibro – vedi la vicenda del Vice Sindaco metropolitano - non devono interessarci. Si approvi lo Statuto il prima possibile, si dia la possibilità ai cittadini di scegliersi i loro rappresentanti e nella primavera dell’anno prossimo si vada a votare per le regionali e per eleggere gli organi della futura Città Metropolitana. Nel frattempo il Consiglio Comunale di Napoli approvi la delibera di disarticolazione in 5 macro aree, che devono diventare Comuni veri e propri, e si uniscano i comuni sotto i 10.000 abitanti in Provincia.

Non è in gioco il destino singolo di qualcuno, in gioco c’è la possibilità di tornare a scrivere la storia. La storia di un Sud sempre dimenticato, o forse volutamente dimenticato. La città metropolitana di Napoli, con il cuore di Parigi e l’aspetto di Berlino, sarà la capitale del mediterraneo se prevarrà in tutti questa ambizione. Perché il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni. E io ci credo!

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