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Maurizio de Giovanni: in fondo al tuo cuore, inferno per il commissario Ricciardi

Scritto da Serena Venditto Il . Inserito in Port'Alba

fuori cuore

Fa caldo. Molto Caldo, nella Napoli del 1932, nella Napoli fascista del commissario Luigi Alfredo Ricciardi. Il commissario “che vede i morti”, dice in segreto di se stesso, “quello bello che porta sfortuna”, dicono di lui gli altri, sempre sottovoce.

Fa caldo, caldo assai. Un caldo appiccicoso, insolente e arrogante che entra nella testa della gente e fa fare cose strane, cose che in inverno, forse, non penserebbe nemmeno.

È in una notte bollente come tante che il professor Tullio Iovine del Castello, primario di Ginecologia del Policlinico di Napoli, fa un volo di diversi piani e muore, pensando a Sisinella e l’amore, l’amore e Sisinella. Un pensiero che Ricciardi, e solo lui, conoscerà il mattino dopo, al momento della scoperta del cadavere e dell’inizio delle indagini: suicidio oppure omicidio?

Fa caldo. La temperatura sale, il vestiti si appiccicano addosso, camminare, pensare, salire le scale costa una fatica immensa. La temperatura sale e con lei le bugie, le omissioni, le gelosie, i tradimenti, rancori vecchi e nuovi, in una città in bianco e nero dove l’acqua del mare non riesce a lenire nessun dolore.

Il nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni, il settimo delle serie del commissario Ricciardi, è una discesa dantesca, asfissiante e tremenda in un luogo orribile: il cuore