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Buon compleanno Ciro

Scritto da Gabriele Esposito Il . Inserito in Il Pallonetto

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Nell’accogliente struttura teatrale del teatro Totò, martedì 25 novembre 2014, si è tenuta la serata di beneficenza “Buon Compleanno in Paradiso”, organizzata da Nicola Rinaldi e la Ri.fe.al.Sicurezza, per ricordare Ciro Esposito, giovane tifoso azzurro scomparso in seguito ai tragici eventi del 3 maggio 2014 di Roma.

In un’atmosfera familiare e coinvolgente, in un teatro dove l’imprenditore divide spazi e universi culturali con tifosi e disoccupati, come brillantemente espresso, durante la serata, dal cabarettista Peppe Iodice, Gianni Simeoli e Katia Vitale sono stati i degni padroni di casa, molto emozionati, della manifestazione, introducendo i diversi artisti che sono intervenuti portando la loro testimonianza e il proprio dono artistico, come nel rituale di una festa.

Molto emozionante l’apertura della serata con il Pulcinella di “Paranza Vesuvius”, che sulle note di “Palummella, zompa ‘e vola”, dialoga con il Padre Eterno, comunicandogli la volontà di intervenire alla festa in onore di Ciro, un bravo ragazzo ucciso mentre seguiva la sua passione: il Napoli. La voce della maschera di Acerra, rotta dalla commozione, non chiede giustizia ma pace, speranza e legalità per la famiglia e la memoria di un ragazzo che non cammina più su questa terra.

I genitori di Ciro, Antonella Leardi e Giovanni Esposito, invitati sul palco, dall’istrionico Gianni Simeoli, precisano i fini della serata di beneficenza, affermando che, quanto raccolto “servirà a sostenere i bambini più bisognosi di Scampia, per le scuole, anche quelle di calcio. Per creare piccole borse di studio, per dare un senso alla vita di chi ne ha bisogno. Ciro Vive non è nata a caso, Ciro vive nel cuore di chi lo ama. Il suo spirito è nelle mani del Signore, lui è nel cuore di chi lo ama. Noi siamo amici dei romani, nostro figlio ha vissuto gli ultimi giorni di vita a Roma e siamo legatissimi a quel posto. Per Natale saremo al Gemelli, dove nostro figlio è stato trattato come un principe. Desideriamo essere li, vogliamo essere in quella rianimazione, dove ci sono tanti bambini sfortunati, dove troppe, tante mamme piangono ininterrottamente. Abbiamo avuto tante dimostrazioni di affetto dalla gente di Roma, siamo amici di tutti e anche dei romani. L’odio non deve esistere. Dobbiamo sperare nascano altri 100 Ciro, che da bambini, non girino il volto a chi ne ha bisogno, ma corrano, come nostro figlio, in aiuto di chi soffre. Ciro Vive nel cuore di chi lo ama”. L’avvocato Pisani, che difende la memoria e la famiglia di Ciro, dichiara che a breve sarà realizzato un campo di calcio, intitolato al giovane, frutto della sinergia tra Comune di Napoli e VIII Municipalità.

Molto toccante e commovente il saluto che la sala, gremita in ogni ordine di posto, ha rivolto al giovane Vincenzo Carrino, ostaggio di violenze aberranti circa due mesi fa a Pianura, che è intervenuto su richiesta personale di Antonella Leardi.

L’organizzatore della serata, Nicola Rinaldi, nel dare inizio alla festa artistica, ha ringraziato tutti gli artisti che da lì a poco si sarebbero alternati sul palco, in forma gratuita el’ufficio stampa dell’associazione, Giuliana Covella e Maria Puddu oltre che Napoletanosinasce.com in qualità di sito ufficiale dell’evento. “Ciro Vive”, continua Rinaldi, è un credo, non è uno slogan. Stando vicino ai suoi genitori, credo ancora di più in questa frase: d’Amore non si muore, perché d’Amore non si può morire. 

La festa ha preso poi la scena al dolore, comunque, mai sopito nel ricordo e nelle performance degli artisti e del pubblico. Cabarap ha aperto la musica, con una canzone scritta quando Ciro, lottava per la vita nelle stanze del Gemelli di Roma, seguito dalla sempre calzante satira politica di Lino D’Angiò, dall’emozionante esibizione di Ida Rendano, dalla stravagante verve di Peppe Iodice che dialoga con il pubblico, rendendolo soggetto partecipante della sua performance. Un’interpretazione eccezionale di “Faith”, di Aretha Franklin, proposta dalla cantante-attrice Anna Capasso ha riscaldato, profondamente, la sala; anche i giornalisti Raffaele Auriemma e Ciccio Marolda, hanno dato il loro contributo alla serata, evidenziando l’importanza di cambiare registro dialettico da parte degli organi d’informazione, per evitare di fomentare, indirettamente, odio, per uno sport che resta il più bello del mondo. Degno di nota, Simone Schettino con il suo cabaret sferzante e dissacrante, ha smesso i panni dell’artista per dare, anche lui un contributo semantico alla situazione che ormai si vive negli stadi, non più luogo sicuro per le famiglie.

La performance di Franco Ricciardi, anticipata dalla proiezione della premiazione con il David di Donatello, di Giugno scorso, con la colonna sonora del film “Song ‘e Napule”, intitolato ‘A verità, ha colpito sensibilmente il pubblico, per la sua dedica spontanea a Ciro, nonostante un successo internazionale, ottenuto dopo anni di gavetta. La sua dedica, specifica, intervistato da Gianni Simeoli, è stata rivolta a Ciro, in quanto simulacro della Napoletanità, ferita e colpita da quell’oscurantismo culturale che i media nazionali continuano a perpetuare nei confronti di Napoli.

Molto significative le opere realizzate dai maestri artigiani, raffiguranti Ciro: una miniatura presepiale di Marco Ferrigno, un mezzo busto dei fratelli Gambardella, ed, infine, un ritratto su tela di Siryo.

Viene, quindi, invitato Vincenzo Esposito a salire sul palco e a portare la sua testimonianza. Lo zio di Ciro, dichiara la sua soddisfazione per la lezione di dignità che Napoli, attraverso le azioni pacifiche e distensive, riguardo la vicenda del nipote, stia dando all’Italia, aggiungendo che a breve sarà in uscita un libro, sua manu, con la prefazione di Erri De Luca, che attraverso gli articoli pubblicati, anche dal Times e dal Washington Post, ripercorra e descriva la triste vicenda che ha colpito la sua famiglia. Esposito precisa che il ricavato sarà devoluto in beneficenza a favore dell’associazione “Ciro Vive”, per la realizzazione delle sue opere sociali.

Concludono la serata Gianni Lanni, con un’eccezionale performance vocale di “Parlanne parlanne”, e Monica Sarnelli con un’emozionante interpretazione di “Chesta sera”, degna conclusione di una serata che vede il taglio della torta, realizzata da Sabatino Sirica, ed un augurio che vola nel cielo per un angelo trentenne.