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Quarto al voto tra molte incertezza

Scritto da Andrea Pomella Il . Inserito in Il Palazzo

Iniziamo il nostro viaggio fra i comuni che in primavera dovranno andare al voto per scegliere il proprio sindaco  da  Quarto. Provare a farsi un’idea di quanto stia succedendo nel comune flegreo non è una impresa facile, dopo lo scioglimento della giunta a causa di pesanti infiltrazioni da parte dei locali clan camorristi e dopo  che il prefetto Andrea De Martino ha nominato il commissario  Vincenzo Greco,  la necessità che la commissione d’accesso finisse il suo lavoro ha giustamente messo in secondo piano la definizione della data delle elezioni, e l’attività della politica ha ceduto il passo alle priorità che ha individuato la commissione.   Questo per sommi capi è il contesto in cui si trova il comune flegreo ed è sconfortante come le vicende riguardanti  un comune di più di quarantamila abitanti, siano sostanzialmente ignorate  dai media locali,  che a quanto pare prestano più attenzione alle rocambolesche avventure politiche del Comune di Napoli che a  quelle dei comuni dove faticosamente si prova a combattere i clan e a ritornare in qualche modo alla normalità. Secondo alcune indiscrezioni filtrate dai giornali, si dovrebbe andare al voto in primavera, ma comunque è l’incertezza a farla ancora da padrona.  Per provare a capire qualcosa  della realtà locale, scambiamo  qualche parola con Francesco Dinacci, il coordinatore del PD a Quarto. Francesco sembra avere le idee chiare e nella nostra breve conversazione mette subito da parte il solito politichese e delinea  un percorso possibile per uscire dall’impasse in cui si trova il comune flegreo.  “Non è il momento di pensare ad alchimie politiche”,  per il giovane coordinatore del PD  una prospettiva esclusivamente politicista, che si basi solo  fra alleanze fra partiti, è  un’offerta profondamente inadeguata per una realtà come Quarto, e va da sé che la soluzione delle primarie in un contesto inquinato dalla presenza dei clan sia da scartare preventivamente. La prospettiva che propone Francesco è chiara: prima un taglio netto con il passato e poi una profonda fase di rinnovamento che porti ad una riscossa civile il cui soggetto privilegiato sia una lista civica che presenti volti nuovi e dalla fedina penale pulita.  Concludiamo la breve chiacchierata con un interessante accenno all’istituzione dell’Area metropolitana per Napoli. Da quanto ci dice Francesco, è percepibile un forte interessamento per questo tema che sembra suscitare molto entusiasmo. Per un comune come Quarto, l’Area metropolitana è un’occasione irripetibile per uscire da una condizione di isolamento e subalternità per una realtà che la crisi economica  ha profondamente segnato, un’opportunità per ricollocarsi in una relazione produttiva con le altre realtà della provincia partenopea. A quanto pare e nonostante tutto, Quarto prova a guardare con ottimismo al futuro, e sarebbe un errore non ascoltare la voce di chi cerca di  incarnarne  il desiderio di rinnovamento.