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Vecchie parole, metodi peggiori

Scritto da Leonardo Impegno Il . Inserito in Il Palazzo

Il sindaco di Napoli parla di rivoluzione civile e utilizza l’istituzione del Comune di Napoli per compilare le liste e fare campagna elettorale. Ma al di là dei comportamenti,  la domanda è: chi si preoccupa di governare la città di Napoli?

Si parla di assessori candidati, di dimissioni, di rimpasto mentre Palazzo San  Giacomo è assediato da lavoratori, disoccupati, cittadine e cittadini esasperati che chiedono risposte concrete.

Inoltre può un sindaco che ha il dovere di rappresentare tutta la città, a cuor leggero fondare un movimento minoritario, rischiare così di isolare la città di Napoli in Italia e avere la presunzione di  essere “alternativo al polo di centro sinistra di Monti e Bersani?”.

Tra l’altro non ha avuto un disagio ideologico quando ha chiesto a Monti e al PD, di trasferite risorse economiche aggiuntive alla città.

Ovviamente il PD, in autonomia, senza aspettare che gli venisse richiesto,  ha ben lavorato nelle commissioni parlamentari riuscendo ad ottenere il trasferimento di  200 milioni di euro in più, per il Comune di Napoli.

Il PD lo ha fatto per la città, senza guardare al colore arancione del suo sindaco. E ora, spera, che quelle risorse siano spese bene.

Napoli non ha bisogno di demagogia ma di una politica seria e di una pratica amministrativa capace di cambiarla profondamente. E’ un duro lavoro, oscuro nella sua pratica quotidiana. Questa nostra bella città di tutto ha bisogno tranne che di sparate populistiche. Insomma non ha bisogno di “chiacchiere e distintivo”.