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Napoli IN & OUT

Chi parte e chi resta.

Napoli vista dai suoi figli emigrati e dai suoi nuovi figli provenienti da tutto il mondo.

Genova per noi; Il paradigma della sinistra

Scritto da Mario Bianchi Il . Inserito in Napoli IN & OUT

MarioBiachiGenova

A Genova in piazza della Vittoria si riunisce il popolo che protesta, il popolo migliore, quello a Cinque stelle! Grillo gli serve il suo piatto preferito, la macedonia della rivolta: un po’ di antieuropeismo, un po’ di pacifismo, qualche pezzetto di ambientalismo No Tav, una fettina di xenofobia, molto giovanilismo tutto condito con “noi siamo i migliori e voi i ladri”.

La fredda accoglienza di Berlino

Scritto da Manlio Converti Il . Inserito in Napoli IN & OUT

Manlio Berlino 1

Come ogni buon nevrotico sono andato a Berlino in autunno, sotto un cielo di ghiaccio, tra palazzi dalle infinite tonalità di grigio, a visitare monumenti dal 1880 in poi, senza uscire mai di notte, nella pur ricca vita bohemien, proprio per evitare di trovare marito!

La Chinatown vesuviana

Scritto da Angela Pascale Il . Inserito in Napoli IN & OUT

Angela cinese

Cercando su youtube capita di trovare una canzone di un localmente noto cantante neomelodico, Pino D’Amato, che canta una canzone intitolata “Sti cinis” dove, in maniera buffa, a metà fra la disperazione e una vena razzista descrive il fenomeno del sempre crescente numero di cinesi presenti sul territorio napoletano e sulle loro attività. Così che un sabato pomeriggio di una settimana fa ho deciso di andare a fare un giro tra gli ingrossi di San Giuseppe Vesuviano e Terzigno per guardare da vicino “questi cinesi”.

La "Sorrento bene" tra spaccio e riciclaggio

Scritto da Mauro Malafronte Il . Inserito in Napoli IN & OUT

panorama di sorrento

Un unico flusso inarrestabile di soldi e droga ci passano sotto il naso. La penisola sorrentina è fatta per essere vissuta al cento per cento, senza il rischio di serate piatte, senza il rischio di risultare banali. Ci sono posti in cui bisogna andare a cento all'ora, meglio fuori giri che fuori dal mondo. Come al solito siamo assuefatti, leggiamo di droga come degli oroscopi o del meteo, nulla ci sfiora ne' ci preoccupa, tantomeno ci interessa.

PISTAAAAAAAAAA....pista ciclabile!

Scritto da Manlio Converti Il . Inserito in Napoli IN & OUT

Manlio BICI

Chilometri di parole non bastano per spiegare la lenta ma inesorabile rivoluzione dei ciclisti a Napoli. Partiamo dagli sportivi, emuli di Pantani o Coppi, ma anche dalle sportive che si ispirano ad Alfonsina Strada e che invadono velocemente le nostre strade di notte, all’alba e nei fine settimana per correre sul serio, a loro rischio e pericolo, sulle superstrade e le provinciali davvero poco ciclabili del nostro meridione.

I cingalesi a Napoli

Scritto da Manlio Converti Il . Inserito in Napoli IN & OUT

cingalesi manlio

I Cingalesi a Napoli non sono dei piccoli cani, ma delle piccole e graziose persone dalla pelle scura, simili ai rom, anch’essi di origine indiana, provenienti da una grande isola, lo Sri Lanka, devastata da decenni di guerre civili tra due popolazioni di cui una, i Tamil, è stata quasi del tutto sterminata e ridotta in schiavitù per produrre il nostro tè, se non sbaglio il Lipton.

Insieme (ri)prendiamo(ci) il PD

Scritto da Roberto Calise Il . Inserito in Napoli IN & OUT

2013.06.26 - Insieme riprendiamoci il PD NO

Il Partito Democratico sta cambiando pelle. Gli ultimi mesi, complessi e a tratti drammatici, l'hanno pienamente dimostrato. Ma come bilanciare la domanda di cambiamento che sorge prepotente dal Paese, con le geometrie interne del PD? Come riavvicinare i cittadini alla politica, dopo il preoccupante exploit dell’astensionismo, tanto alle ultime politiche quanto alle recenti amministrative?

Il cielo a Napoli, tanto, è sempre più blu!

Scritto da Manlio Converti Il . Inserito in Napoli IN & OUT

Ci sono Paesi sul pianeta Terra che sono delle prigioni naturali, come gli atolli o le sperdute vallate tra le nevi eterne. Altre prigioni sono quelle culturali, come le superstizioni o le tradizioni troppo aliene all'omologazione moderna, mentre la società imprigiona i giovani in paesini e periferie senza alcuna possibilità di lavoro o senza variazione del futuro, ancorché fortunati, quando professionisti o miliardari.
A queste si aggiunge la prigione di una lingua, come la nostra, parlata da un centesimo o meno dell'umanità, assolutamente necessaria per interrompere il vincolo peggiore, quello del sè e dell'universo nella nostra mente, e comunicare con gli altri, soprattutto quando ci sono estranei, perchè solo così aumentiamo la nostra libertà.

Non ho più parole, spero solo nel sole...

Scritto da Manlio Converti Il . Inserito in Napoli IN & OUT

La genetica non è sufficiente per spiegare come facciano tanti ragazzi polinesiani ad essere dei capolavori dello sport e del sesso, con le pelli morbide e scure, profumate dai fiori di Tainè e dal sale, mentre vanno in piroga.
Le loro ragazze sono, invece, tutte rigorosamente obese o per lo più, in modo decisamente eccessivo, cui poco cambia l'eleganza del volto e le corone di fiori.
Tra le donne perse in riva al mare o sotto le ombre degli alberi in tutte le pose di Gaugin, trovate anche i Rai-Rai, ovvero i trasgender più o meno accettati dalla cultura post-coloniale.

Correre a Tokyo

Scritto da Manlio Converti Il . Inserito in Napoli IN & OUT

A Tokyo corrono tutti, in fila o a squadre con abiti tutti uguali, scuri con camicia bianca e cravattini neri, anche le donne, impressionante, che tolgono solo per riposarsi negli Onsen.
La capitale del divertimento notturno è il caotico quartiere di Shybuya dove si corre all’incrocio pedonale più folle del mondo oppure il quartiere del sesso e delle noti brave, Shinjuku, dove si trovano anche alcuni rari locali per omosessuali. Corrono gli Shinkansen, che sono la Tav del Giappone, ma costruiti il secolo scorso, e che si fermano in ogni stazione due, massimo tre, minuti esatti, e per non perderli o per non restarvi incastrati dovrete mettervi esattamente sulle strisce VERDI in fila indiana (anzi giapponese perché ci sarà indicato il numero massimo di persone possibili per ogni fila).

“O capoclan"

Scritto da Giulia Colaci Il . Inserito in Napoli IN & OUT


“O capoclan è n’omm serio che è cattiv nun è o ver, ma co core nun s po ragiunà”. Parole canticchiate sotto voce, un motivo che riecheggia nella mente; nulla che non sembri spontaneo, solo un ritornello. I versi del cantante neomelodico Nello Liberti in realtà, raccontano una storia in modo più che consapevole; si tratta di parole decise e sentite, che nella canzone “O capoclan”, secondo molti dedicata al boss Vincenzo Oliviero, esaltano una figura che la società e lo Stato, hanno sempre combattuto. È questo un palese inno alla mafia! È questo un varco lasciato aperto a quel brutto “virus”, che svelto, profitta della fragilità dei settori più complessi del sistema, per sfaldarli e distruggerli, impedendo così alla comunità di vivere civilmente. Possiamo sottovalutare questa minaccia? Noi ci schieriamo dalla parte della legalità, restiamo fedeli ai valori di giustizia e civiltà, ma l’ignoranza, un’ informazione non veritiera ed un’educazione malsana, possono confutare l’ovvietà con cui noi oggi denigriamo questa canzone ed il messaggio che intende diffondere; per di più, la sagacia del testo e delle immagini proposte nel video circolante nel web, sono sconcertanti!

Da mangiarli vivi

Scritto da Manlio Converti Il . Inserito in Napoli IN & OUT

Ci sono molti modi per uccidere un bambino in Africa.
Cinesi e potenze occidentali si contendono questi suoli ricchi di petrolio, diamanti e terre rare, quelle necessarie a far funzionare i nostri volitivi cellulari, armando tribù diverse, drogando adulti e bambini con la chimica o con la religione.
I bambini soldato sono molto contesi: la loro personalità 'perverso polimorfa', come la definiva Freud, li rende molto più imprevedibili e pericolosi, il loro corpo ridotto ne permette l'uso in luoghi irragiungibili ad un adulto, i loro occhi dolci e le guanciotte paffute disarmano ogni possibile resistenza, le droghe più economiche li trasformano in feroci killer, i sensi di colpa, il desiderio di mostrarsi adulti, la necessità di provvedere o proteggere la famiglia facilitano il loro addestramento crudele.

Piste ciclabili cosa manca a Napoli

Scritto da Berardo Guzzi Il . Inserito in Napoli IN & OUT

Ad Amsterdam l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto prioritario ha radici culturali lontane ed ha attecchito anche grazie alla conformazione particolarmente pianeggiante del territorio urbano. Negli anni 50 la quantità di viaggi sulle due ruote era del 75%, tuttavia durante gli anni sessanta e settanta ha subito un lento ma continuo declino, soprattutto a causa dello sviluppo economico e della scelta di molti abitanti di trasferirsi nei quartieri al di fuori del centro cittadino.