di Luca Orlando
Un buon Napoli, trascinato da un ritrovato Kvicha Kvaratskhelia, non riesce ad espugnare il “Franchi” di Firenze. Il risultato finale sembra definitivamente condannare i partenopei a perdere l’ultimo treno per l’Europa. Due dati negativi per la storia: il Napoli è sempre più il peggior campione d’Italia di tutti i tempi in Serie A (il Torino post tragedia di Superga aveva chiuso a quota 41 punti, che equivalgono a 58 con il sistema attuale dei 3 punti a vittoria); con 52 punti totalizzati in 37 giornate, il Napoli si ritrova a due sole lunghezze di vantaggio rispetto al girone d’andata dello scorso anno a una sola giornata dalla fine del campionato.
Nell’ordine, sul tabellino dei marcatori: Rrahmani (8′), Biraghi (40′), Nzola (42′), Kvaratskhelia (57′).
A seguire i voti della compagine partenopea:
Alex MERET 5.5: incolpevole sul primo goal su punizione da cineteca del capitano viola, potrebbe forse fare di più sulla conclusione di Nzola. Nel secondo tempo, è acrobatico ed efficace il suo intervento sul sinistro a giro da fuori area di Nico Gonzalez.
Pasquale MAZZOCCHI 6: una sua iniziativa porta al sinistro di Politano che avrebbe potuto regalare i tre punti agli azzurri, e che invece si spegne sul palo. In ombra per il resto della partita.
Amir RRAHMANI 6.5: apre subito le marcature e nel secondo tempo va vicino alla doppietta personale di testa. Non è abile nel chiudere prontamente sulla giocata di Nzola che porta avanti la Fiorentina.
Leo OSTIGARD 5: impacciato nella costruzione dal basso e poco concreto nelle chiusure difensive.
Mathias OLIVERA 5: spinge pochissimo sulla fascia e così facendo dà modo a Nico Gonzalez di alzare il baricentro e rendersi pericoloso.
André-Frank ZAMBO ANGUISSA 6: per buona parte della gara domina il centrocampo con fisicità e tecnica. Stanco e meno rapido nel ripiegare nei minuti finali.
Stanislav LOBOTKA 5.5: è suo il goffo fallo di mano che regala a Biraghi la possibilità di calciare per l’1 a 1. Altrettanto goffo l’intervento nel secondo tempo su Belotti, ma la dinamica lo aiuta e l’arbitro, assistito dal VAR, annulla la sua precedente decisione di assegnare il calcio di rigore.
Jens CAJUSTE 5.5: molta sostanza e qualche pallone perso che avrebbe potuto giocare meglio. Spreca due buone occasione nell’area di rigore avversaria.
Matteo POLITANO 5.5: fornisce l’assist da calcio d’angolo per il primo goal del Napoli. Pesa sulla sua partita l’altrettanto ottimo assist all’attaccante avversario che supera Meret. A seguire due iniziative importanti alla ricerca del terzo goal, una delle quali batte Terracciano ma si spegne sul palo.
Dal 76′ Cyril NGONGE: s.v.
Giovanni SIMEONE 6: partita di sacrificio e si muove bene tra le linee, ma non riesce mai a concludere verso la porta avversaria.
Dal 76′ Giacomo RASPADORI 6: con una girata improvvisa si crea l’occasione che avrebbe potuto regalare la vittoria ai partenopei.
Kvicha KVARATSKHELIA 7.5: giocate di alto livello nei primi venti minuti del primo tempo e dopo la sua marcatura, che è una prodezza su punizione che restituisce coraggio e orgoglio a tutta la squadra.
Dall’86’ Jesper LINDSTROM: s.v.
Francesco CALZONA (All.) 4: svogliato e confuso in una squadra che non gli è mai appartenuta realmente. Come sempre i suoi cambi arrivano in nettissimo ritardo e, nonostante degli stremati Anguissa e Cajuste, non ha il coraggio di rischiare inserendo un attaccante in più nel finale. La sostituzione al minuto 86 di Kvaratskhelia è la ciliegina sulla torta di una delle gestioni più disastrose di sempre nella storia del Napoli.

