Il Museo di Totò nel cuore del Rione Sanità: via libera al completamento nel Palazzo dello Spagnuolo

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Dopo oltre venticinque anni di attesa, Napoli si prepara a rendere omaggio in modo definitivo al suo più grande figlio artistico: Antonio De Curtis, in arte Totò, il “Principe della risata”. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la delibera n. 477, che sancisce il completamento del Museo di Totò all’interno dello storico Palazzo dello Spagnuolo, nel cuore del Rione Sanità, quartiere che ha dato i natali all’attore e simbolo immortale della comicità italiana.

Il progetto, che potrà contare su 850mila euro di fondi, prevede l’occupazione di due appartamenti situati al terzo e al quarto piano dello splendido edificio settecentesco, a cui si accederà tramite un nuovo ascensore. Questo sarà collegato ai locali al piano terra, dove sorgeranno la biglietteria, gli spazi di accoglienza e le aree di servizio per il pubblico.

Il via libera del Consiglio rappresenta l’ultimo tassello di una vicenda iniziata oltre un quarto di secolo fa. I piani superiori del palazzo erano già stati trasferiti dalla Regione Campania al Comune di Napoli, ma per completare il percorso museale mancava ancora l’acquisizione dei locali al pian terreno, un tempo di proprietà di Liliana De Curtis, figlia dell’artista. Con la delibera approvata, il Municipio ha confermato l’intenzione di esercitare il diritto di prelazione per includere definitivamente anche quegli spazi nel patrimonio comunale.

Il Museo di Totò sarà non solo un luogo di memoria, ma anche un centro culturale vivo, dedicato alla riscoperta dell’opera, della vita e dell’eredità artistica di uno dei più grandi protagonisti del Novecento italiano. Un museo che parlerà ai napoletani e ai visitatori di tutto il mondo, restituendo al Rione Sanità — oggi simbolo di rinascita culturale e sociale — un ulteriore motivo di orgoglio.

“È un atto di giustizia verso un genio che ha rappresentato l’anima di Napoli,” hanno commentato alcuni consiglieri comunali al termine della seduta. Con questo passo, la città compie un gesto concreto verso la tutela della propria memoria collettiva e della sua identità più autentica.